Amazon: arriva Kindle Fire, la tavoletta di fuoco

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Il tablet del colosso del web arriva sul mercato insieme a tre nuovi modelli di e-reader. Prezzi contenuti, integrazione con i servizi della casa e una navigazione più veloce grazie al ricorso al cloud computing. Più che Apple tremano gli altri. FOTO

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di Raffaele Mastrolonardo

E alla fine, dopo la consueta ridda di indiscrezioni è arrivato l'atteso tablet di Amazon, da molti già bollato come l'anti-iPad. E pazienza se, secondo alcuni osservatori, farà più male agli altri concorrenti che alla tavoletta della Mela. Di certo il Kindle Fire lanciato il 28 settembre da Jeff Bezos continuerà a far parlare di sé a lungo. In parte evoluzione colorata del vecchio Kindle (la cui gamma è stata per altro rinnovata), in parte gadget specializzato nella fruizione di contenuti multimediali è forse il dispositivo in commercio che spinge più avanti il paradigma del cloud computing. Grazie all'integrazione con i servizi online di Amazon, Fire punta a cambiare alcune abitudini dell'utente (per esempio archiviare e fare il back up dei contenuti) e a sperimentare nuove soluzioni per una navigazione più rapida in mobilità. Il tutto, fattore non secondario, ad un prezzo contenuto rispetto agli avversari: 199 dollari .

TAVOLETTA DI FUOCO
– Da un certo punto di vista, e confermando le ultime voci, il nuovo tablet di Amazon fa sfoggio di minimalismo. Niente camera incorporata (l'iPad di ultima generazione ne ha due), uno schermo di “soli” 7 pollici (contro i 9,7 dell'avversario) a colori e con il multi-touch d'ordinanza, e appena 8 Gb di spazio (la tavoletta della Mela ne ha come minimo 16). In più, nessuna connessione cellulare di terza generazione. Ma queste limitazioni sono compensate dalla strategia di Bezos che ha puntato forte sull'integrazione con i servizi della casa: Cloud Player per la musica e Instant Video per le immagini in movimento. Vale a dire un catalogo di 17 milioni di canzoni e oltre 100 mila film e serie tv a distanza di pochi click e accessibili con le credenziali del proprio account Amazon. Per invogliare il consumo mediatico la libreria online offre ai neo possessori della tavola un mese gratuito di Prime, il servizio di abbonamento e fidelizzazione del negozio online che permette, fra le altre cose, lo streaming di video. Lungo la stessa linea strategica al possessore di Fire viene offerto storage illimitato nella “nuvola”. Questo vuol dire che i contenuti scaricati non dovranno essere necessariamente archiviati sul tablet ma potranno anche essere cancellati e recuperati a piacimento dai server Amazon. Insomma, il pedale del cloud computing spinto al massimo, o meglio a tavoletta. Come dimostra anche il nuovo browser, denominato Silk che promette di accelerare la navigazione in mobilità sfruttando Ec2, il servizio della multinazionale di Seattle che eroga potenza di calcolo. In sostanza alcune parti, le più pesanti, di una pagina Web verranno caricate non dal processore del tablet ma dai server di Amazon che risiedono nella nuvola guadagnando così in velocità.

KINDLE  PER TUTTI I GUSTI – Oltre al tanto atteso tablet, Jeff Bezos ha inoltre annunciato il rinnovo del parco dei lettori di libri elettronici dell'azienda. Due i nuovi modelli proposti. Il Kindle Touch, che si sbarazza della tastiera per affidarsi completamente alle dita dell'utente consentendogli di sfogliare le pagine con un tocco. Novità anche nelle funzionalità con l'introduzione di X-Ray che permette di esaminare il libro in una sorta di indice analitico elettronico o di accedere a definizioni di Wikipedia. Kindle Touch è disponibile in versione dotata di sola connettività Wi-Fi (99 dollari) o con 3G (149 dollari). Inoltre, Amazon ha messo sul mercato un Kindle di dimensioni ridotte e più leggero dotato di solo Wi-Fi a 79 dollari. Va notato che per acquistare i prodotti a queste tariffe bisogna accettare di ricevere delle “offerte speciali” sotto forma di pubblicità sui propri dispositivi che compariranno quando non si sta leggendo. In caso contrario i prezzi di listino dei tre modelli dell'e-reader saliranno a 109, 139 e 189 dollari. Per l'Italia, al momento, è disponibile solo il modello base e al prezzo di 109 dollari.

ANTI IPAD? FORSE NO – Positive, nel complesso le prime reazioni agli annunci. Secondo Michael Gartneberg, analista di Gartner, Amazon ha risposto alla attese presentando un dispositivo di “fruizione di contenuti” e dunque maggiormente in concorrenza con l'iPod Touch che con l'iPad. Mentre la sua collega Carolina Milanesi sottolinea come la strategia di Amazon sia quella di puntare, oltre che su video e musica, sulla “comodità di accesso e pagamento attraverso un marchio di cui si ha fiducia”. In generale, per Gartenberg come per Luca Conti, esperto di social media e tecnologie digitali, più di Apple a doversi preoccupare sono gli altri concorrenti.

LE ATTESE
– Secondo Forrester Research, se le scelte di prezzo saranno corrette, Amazon potrebbe vendere tra i 3 e i 5 milioni di pezzi del suo Fire solo nell'ultimo trimestre del 2010. C'è chi – prima delle presentazione – ha pronosticato che “metterà a soqquadro lo status quo” e chi ha parlato di un dispositivo che finalmente darà del filo da torcere ad Apple. Come è noto, sui tablet si sono già gettati vari colossi dell'elettronica di consumo, da Samsung, ad HP (che recentemente ha deciso di uscire dal mercato), passando per Rim e Motorola. Ma nessuno è riuscito a rompere il monopolio del colosso di Steve Jobs, che in poco più di un anno e mezzo ha venduto più di 28 milioni di esemplari (9 milioni e mezzo solo nell'ultimo trimestre). Anche perché, come è stato notato di recente, i prodotti degli avversari hanno per lo più cercato di copiare l'originale senza però eguagliarne l'esperienza d'uso.

IL MERCATO
– I tablet sono il segmento in espansione più rapida del mercato Ict rivolto ai consumatori. Secondo IDC quest'anno verranno venduti 62,5 milioni di tavolette nel mondo. Per Jp Morgan il 70,9 % dei tablet venduti quest'anno saranno marchiati Apple, una percentuale che, secondo Strategy Analytics sale all'80 per cento negli Stati Uniti. Queste cifre e tendenze trovano una corrispondenza in Italia. Sirmi, società di analisi e consulenza sulle tecnologie digitali, stima che nel secondo trimestre di quest'anno nel nostro Paese sono stati venduti 190 mila tablet con una crescita del 154 % rispetto allo stesso periodo del 2010 e per un fatturato di 83,4 milioni di euro. Alla fine dell'anno Sirmi prevede che le tavolette vendute nello stivale saranno poco più di 1 milione (sono state 424 mila nel 2010, per un fatturato di 196,9 milioni di euro. Quanto alle quote di mercato tricolori, Apple dovrebbe assestarsi sul 69 %, seguita da Samsung con il 15 %.

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