Standard & Poor's declassa 7 banche italiane

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A seguito del downgrade del rating sovrano dell'Italia, l'agenzia abbassa i giudizi sugli istituti di credito da 'A+' ad 'A'. Colpite, tra le altre, Mediobanca e Intesa Sanpaolo. Fed: rischi al ribasso per l'economia. E scende in campo con nuovi aiuti

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L'effetto 'a catena' è arrivato a poco meno di 48 ore dalla decisione di declassare da A+ ad A il rating sovrano sull'Italia. (Qui il documento integrale). E per 15 banche italiane, fra cui Unicredit è giunto da parte di Standard and Poor's il taglio dell'outlook da stabile a negativo mentre per 7 di queste, fra cui Intesa Sanpaolo, Mediobanca e Bnl, è stato allineato verso il basso anche il rating.
A questo si aggiunge il parere della Fed (Federal reserve), che avverte: rischi significativi al ribasso per economia.

Frattini minimizza - "Ritengo che l'economia italiana non dipende dalla valutazione di agenzie di rating come questa", cerca di minimizzare il ministro degli Esteri, Franco Frattini, in un'intervista alla Bbc, tuttavia se "la situazione non cambierà - spiega S&P motivando il cambio dell'outlook - è possibile un taglio del rating delle banche vista la possibile nuova riduzione del rating dell'Italia", ipotesi questa prevista nei prossimi 12-18 mesi. La decisione, rileva l'agenzia, "non considera una revisione di un potenziale ulteriore deterioramento nell'ambiente operativo ed economico del settore bancario italiano".

S&P taglia il rating di 7 istituti italiani fra i quali Mediobanca e Intesa - In particolare, il cambio dell'outlook da 'stabile' a 'negativo' colpisce, oltre alle 7 banche ai quali è stato ridotto il rating di lungo termine da A+ ad A e confermato quello a breve A-1 (a Intesa Sanpaolo e tre sue controllate, a Mediobanca, Findomestic, Bnl) anche altri otto istituti. Nel dettaglio si tratta di Unicredit (e tre sue controllate Unicredit Bank ag, Unicredit Bank Austria e Unicredit Leasing) Banca Fideuram, Agos-Ducato, Istituto per il Credito Sportivo. Tutte banche che avevano già un rating di lungo termine A e di breve A-1. Outlook negativo anche per Cariparma alla quale è stato invece confermato il rating A+.
Dall'agenzia di rating sono arrivate valutazioni anche su aziende italiane non bancarie. In particolare sono stati tagliati i giudizi di S&P su Cassa depositi e prestiti (Cdp) da A+ ad A, con outlook negativo e su Terna ad A da A+ mentre è stato confermato il rating su un'altra società controllata dal Tesoro, Enel (A-).

La Fed scende in campo a sostegno dell'economia - La Federal reserve, intanto, lascia i tassi fermi fra lo 0 e lo 0,25%, assicurando che il costo del denaro resterà "eccezionalmente basso almeno fino alla metà del 2013". E lancia l"operazione twist', ovvero l'allungamento della scadenza dei titoli di stato in portafoglio, acquistando 400 miliardi di dollari di Treasury con scadenza 6-30 anni e cedendo 400 miliardi di dollari di titoli di Stato a breve termine. Si tratta di un'operazione senza precedenti, anche se la Fed aveva tentato qualcosa di simile negli anni '60.
"La crescita economica resta debole - avverte - Le condizioni del mercato del lavoro deboli e il tasso di disoccupazione rimane elevato. I consumi delle famiglie crescono a un tasso modesto. L'inflazione sembra essersi moderata dall'inizio dell'anno. Le aspettative di lungo termine di inflazione restano stabili".
La Fed entro giugno 2012 acquisterà 400 miliardi di dollari di Treasury a lungo termine, di cui il 32% fra i 6 e gli 8 anni, il 32% fra gli 8 e i 10 anni, il 4% fra i 10 e 20 anni e 29% fra i 20 e i 30 anni. I Treasury a breve termine che saranno venduti saranno per il 75% con scadenza fra i 3 mesi e i 3 anni.

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