Italia declassata, il Tesoro: "L'avevamo messo in conto"

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Lo scrive La Stampa spiegando che, secondo fonti del ministero, "l'abbassamento del rating sarebbe già stato scontato dai mercati". Per il Corriere, invece, il giudizio di S&P è un "verdetto su una politica incapace di scelte forti". LA RASSEGNA STAMPA

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Il declassamento del debito italiano da parte di Standard & Poor's occupa le prime pagine dei grandi quotidiani. Ma non tutti i giornali sono arrivati a mandare in edicola una nuova edizione con la notizia, arrivata nella notte (guarda nel video in alto la rassegna stampa).

Secondo La Stampa "fonti del Tesoro minimizzano la decisione" dell'agenzia: "L'abbassamento del rating sarebbe già stato scontato dai mercati".

Duri i giudizi del Corriere della Sera e Repubblca sul governo italiano. "Non è semplicemente un declassamento del debito, o meglio non lo è solo di quello", scrive Federico Fubini sul quotidiano di via Solferino: "E' un declassamento del governo, del Parlamento, dell'ossessiva opera di blindatura dello status quo di un'economia in crisi da parte di sindacati, aziende in posizione dominante, ordini professionali, pubblico impiego". Secondo Fubini l'annuncio di S&P: "parla soprattutto di politica e delle rappresentanze nella società italiana. Lo fa dopo tre o quattro giorni di tensione sulle linee fra le agenzie di rating e i regolatori, in cui un imminente declassamento anche da parte di Moody's era stato rinviato all'ultimo minuto". Duro anche il giudizio di Ferruccio De Bortoli, direttore del Corriere della Sera, che su Twitter scrive: "La bocciatura di Standard and Poor's è soprattutto politica. La reazione di Palazzo Chigi, che dà la colpa ai media, patetica".


Repubblica punta in maniera più netta il dito contro il presidente del Consiglio
. Lo fa con un editoriale in prima pagina scritto prima che arrivasse la notizia del declassamento. "Secondo Nouriel Roubini - scrive Tito Boeri - il solo annuncio delle dimissioni di Silvio Berlusconi da Palazzo Chigi, porterebbe a ridurre lo spread fra i btp e i bund tedeschi decennali fra i 50 e i 100 punti base, in modo permanente". Boeri aggiunge che "il costo più elevato della presenza di Berlusconi a Palazzo Chigi è legato alla paralisi decisionale". Perché, spiega, "un governo con un leader sempre più screditato agli occhi dell'opinione pubblica non è in gradi di avviare alcuna riforma strutturale, tiene il Paese attaccato alla bombola ad ossigeno offerta dalla Bce".

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