Crisi: Moody's rimanda la decisione sul rating dell'Italia

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Il nostro Paese resta sotto osservazione per un possibile downgrade, ma l'agenzia internazionale prende un altro mese di tempo. Sotto i riflettori la manovra appena approvata e gli sviluppi della crisi del debito dell'area euro

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Il rating dell'Italia Aa2 resta sotto osservazione per un possibile downgrade. La tanto attesa decisione di Moody's è  posticipata: l'agenzia internazionale di rating cercherà di chiudere l'esame il prossimo mese. Una decisione dettata dalle crescenti "sfide economiche e finanziarie e gli sviluppi politici nell'area euro". Un mese in più cruciale per l'Italia, con la Legge di Stabilità che arriverà alla metà di ottobre e l'atteso decreto per lo sviluppo che, anche se a costo zero, punta a sburocratizzare per favorire gli investimenti immobiliari e le grandi opere.

Moody's ha messo sotto osservazione il rating italiano il 17 giugno scorso. Un esame che dura tre mesi e che sarebbe dovuto scadere sabato. I motivi che hanno spinto alla revisione - ricorda Moody's - sono: "le sfide di crescita legate alle debolezze strutturali macroeconomiche e al possibile aumento dei tassi di interesse nel tempo. I rischi nell'attuazione del piano di risanamento di bilancio che richiede una riduzione del debito e il mantenimento a livelli sostenibili. I rischi legati al cambio delle condizioni di finanziamento dei paesi europei con alto livello di debito".

Le condizioni italiane sono cambiate da quando Moody's ha messo sotto osservazione il rating italiano: è stata infatti approvata la manovra correttiva che il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, ha presentato all'Eurogruppo e che deve essere ora attuata. Il governo nei prossimi giorni aggiornerà le proprie stime macroeconomiche, su debito e deficit, ma soprattutto sulla crescita che i principali centri studi danno in rallentamento. La manovra, che appena è approdata in Gazzetta, prevede fra l'altro l'aumento dell'Iva al 21% e il pareggio di bilancio nel 2013, è stata promossa dal presidente dell'Eurogruppo, Jean-Claude Juncker. "Tutti noi pensiamo che le autorità italiane hanno fatto il possibile e hanno preso misure di cui siamo soddisfatti", ha detto. Una posizione in linea con quella del presidente della Commissione europea José Manuel Barroso, secondo il quale le misure sono "un segnale di determinazione e ambizione".

L'attenzione di Moody's è anche sugli sviluppi della crisi del debito dell'area euro, con i leader europei alla ricerca di una soluzione stabile e che lavorano alla riforma della governance, che sembra più vicina con il compromesso dei ministri dell'Economia dei 27 con il Parlamento sul 'six pack', il pacchetto di cinque regolamenti ed una direttiva che rafforzera' la disciplina di bilancio dei Paesi europei. Le nuove misure che impediranno ai governi di sforare i vincoli di budget, perchè prevedono sanzioni che scatteranno in modo semi-automatico, potrebbero entrare in vigore già da gennaio. Standard & Poor's assegna all'Italia il rating 'A+', Fitch il rating 'AA-'.

Fitoussi: "Agenzie di rating poco credibili" - Ma c'è anche chi dubita dell'attendibilità delle agenzie di rating. "Non capisco - dice ai microfoni di SkyTG24, l'economista Jena Paul Fitoussi (guarda il video in alto) - come la gente creda a quello che dice Moody's. Moody's ha detto tante bugie al momento della crisi finanziaria, si è sbagliata in modo tremendo. Come è possibile che non abbia perso credibilità?". E ha aggiunto: "La verità va interpretata in base a come vediamo il futuro: il problema della politica è dare un avvenire al Paese".


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