Crisi, Londra inizia a smarcarsi dall'euro

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Dopo le fibrillazioni nei mercati di questi giorni, la Gran Bretagna accelera nuove misure per difendersi dagli attacchi nella zona Ue. "Possibili azioni legali contro la Bce"

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Fidarsi - dell'euro - è bene ma non fidarsi è meglio. Specialmente se al governo comandano i Tory. Che, si sa, l'UE l'hanno sempre vista con sospetto, anche quando l'economia marciava a gonfie vele.
Ora che la moneta unica è considerata da diversi esperti sull'orlo del precipizio Londra sta dunque correndo ai ripari per limitare i danni in caso di 'break-up'. E, già che c'è, riprendersi un po' di sovranità ceduta negli scorsi anni a Bruxelles.

Il ragionamento del Cancelliere George Osborne è d'altra parte semplice. Per uscire dalla crisi l'Europa dovrà unirsi ancora di più e "rafforzare l'integrazione fiscale all'interno dell'eurozona".
"Credo che ci sarà un cambiamento nei trattati entro un anno o due", ha detto Osborne dopo l'incontro di Marsiglia.
Il governo britannico è però deciso a lottare per mantenere il suo potere di veto sulla politica economica ed evitare che si formi un "caucus" dei 17 paesi dell'eurozona - i quali avrebbero il monopolio del potere rispetto all'Europa a 27.
"Al G7 l'ho detto chiaramente", ha spiegato il Cancelliere. "E' d'importanza cruciale che gli interessi della Gran Bretagna sui servizi finanziari, sul mercato unico e sulla competizione vengano protetti".
Dalle parole ai fatti.

Le prossime misure - Primo: il ministro degli Esteri William Hague sta preparando una lista di poteri da 'rimpatriare' in cambio delle modifiche ai trattati.
Secondo: il Tesoro ha annunciato azioni legali contro la Banca Centrale Europea. La Bce, infatti, ha richiesto che le casse di compensazione e garanzia (clearing house) con un portfolio di prodotti finanziari in euro superiori al 5% del marcato siano basate all'interno dell'eurozona.
La mossa, sostiene Francoforte, è necessaria per gestire le crisi in modo unitario e non da diverse banche centrali con interessi confliggenti. Se applicata la misura ridurrebbe il peso della City - LCH.Clearnet è infatti una delle clearing house più grandi del mondo.
"Questa decisione - ha detto il Tesoro annunciando ricorso alla corte europea - va contro i principi fondamentali del mercato unico". Fin qui l'offensiva.

"Il problema non è tanto la Grecia, ma la Spagna e l'Italia" - Sul lato difensivo Downing Street ha confermato invece di aver messo al lavoro i sui funzionari per elaborare un "piano d'emergenza" che cerchi di proteggere la Gran Bretagna se le cose al di là della Manica dovessero precipitare. Sui dettagli c'è il più stretto riserbo.
Per il Cancelliere-ombra Ed Balls, ad ogni modo, ci sarebbe poco da fare visto che il fallimento dell'Euro causerebbe un disastro "maggiore" delle crisi bancaria del 2008. "Il problema ora non è tanto la Grecia - ha dichiarato Balls - ma quello che sta accadendo in Spagna e, soprattutto, in Italia".

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