Borse, piazza Affari cede il 3,89%

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Pesano i timori sulla Grecia. Supera i 380 punti il differenziale tra Btp e Bund tedeschi. La settimana per i mercati europei comincia con un tonfo che manda in fumo, in una sola seduta, 149 miliardi di euro

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Ennesima giornata nera dei mercati finanziari del Vecchio Continente. Sull'onda della crisi del debito sovrano e in particolare sulla scia dei timori per la Grecia, la settimana per le Borse europee comincia con un tonfo che manda in fumo, in una sola seduta, 149 miliardi di euro in capitalizzazione (l'indice d'area Dj stoxx 600 chiude con un -2,52%). La peggiore, tra le principali, risulta Parigi, che termina a -4,03%, spinta giù dalla performance negativa del settore bancario.
L'eventualità di un default 'pilotato' di Atene ha infatti colpito di nuovo le banche e quelle francesi in modo ancora più marcato, con un timore di un downgrade da parte di Moody's.

Piazza Affari cede oltre il 3% - Nuovo crollo per la Borsa di Milano, che inizia la settimana proseguendo nel solco della seduta di venerdì: l'indice Ftse Mib ha perso il 3,89% e si è fermato a 13.474 punti, dopo avere segnato il nuovo minimo del 2011 e da marzo 2009, mentre l'All Share ha chiuso in calo del 3,62% a 14.373 punti.

Vola lo spread - Sale ancora la tensione sui titoli di Stato italiani: lo spread tra i Btp decennali italiani e i Bund tedeschi risale sopra a 380 punti, a un massimo di 382 punti. Avanza a 360 punti anche il differenziale sui decennali spagnoli, mentre lo sperad dei decennali greci vola sopra i 2 mila punti base.
Restano in forte difficoltà tutti i mercati europei, mentre Wall Street procede contrastata. Per le banche una seduta di passione, mentre si teme che Moody's possa tagliare il rating degli istituti francesi: crolla Unicredit (-10,91%) seguita da Intesa Sanpaolo (-9,54%). Rosso profondo per tutto il listino principale, dal comparto finanziario a industriali, energetici e telecomunicazioni. Sale, in controtendenza, Stm grazie
all'acquisizione conclusa negli Usa dal colosso californiano dei semiconduttori Broadcom. In leggera risalita il volume degli scambi, che ha superato i 2,6 miliardi di controvalore.

Parigi - L'indice Cac 40 termina le contrattazioni perdendo il 4,03% a 2.854,81 punti, al livello più basso dall'aprile 2009. Tra i bancari (sottoindice Dj stoxx -4,56%) la maglia nera va proprio agli istituti transalpini con Bnp Paribas che perde, al termine della seduta, il 12,3%, SocGen il 10,7% e Credit Agricole il 10,6%. Scontano l'esposizione sul debito greco e le voci di un possibile taglio del rating da parte di Moody's.

Londra - Il Ftse 100, il principale listino borsistico europeo, dopo un'altra apertura al ribasso, a fine giornata contiene le perdite e chiude a -1,63%.

Berlino - Dopo una partenza in forte calo, chiuder la seduta a -2,27%. Il governo tedesco, intanto, riafferma che Atene deve rimanere nell'euro, ma oltre la metà della popolazione pensa che sia meglio che il Paese dichiari la bancarotta.

Madrid - La Borsa di Madrid scivola del 3,41% al termine delle contrattazioni, dopo una giornata tutta all'insegna di ribassi, mentre il differenziale del debito spagnolo raggiunge i 350 punti nella nuova mattinata nera. L'indice dei 35 principali valori della borsa spagnola cade ai minimi dal marzo 2009. A spingerla giù sempre le banche.

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