Dubbi della Ue sulle misure anti evasione

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Per l'Unione Europea è difficile quantificare l'impatto sui conti pubblici. Critiche anche da Confindustria: misure sconcertanti. Ma Tremonti assicura: "La copertura è solida, non ci sarà alcun condono"

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Continuano le polemiche sugli emendamenti del governo alla manovra economica, con le perplessità dell'Ue sulla copertura che può derivare dalla lotta all'evasione fiscale.

Ue: dubbi sulla stretta contro gli evasori -
L'Unione europea è "preoccupata" per "l'eccessivo affidamento" che le ultime modifiche annunciate sulla manovra italiana fanno sulla lotta all'evasione fiscale, il cui impatto sui conti pubblici "è difficile da quantificare". A dirlo, il portavoce del Commissario Ue agli Affari economici e monetari Olli Rehn,
Amadeu Altafaj Tardio, durante il quotidiano briefing con la stampa di Bruxelles.
Il portavoce ha inoltre ribadito che la Commissione sta seguendo con attenzione il dibattito parlamentare sulla manovra italiana e che sta aspettando il testo finale per valutare il pacchetto di misure, ma chiede che sia data maggiore importanza alle riforme strutturali per il rilancio della crescita.
"Tuttavia - ha aggiunto - pur non aspettandoci che gli obiettivi di pareggio del deficit siano rimessi in discussione, siamo preoccupati di vedere, nella nuova proposta rivista della manovra, un eccessivo affidamento sulla lotta all'evasione fiscale" in quanto, secondo la Commissione, "l'efficacia delle misure che si prendono in questo campo è sempre difficile da valutare".

Tremonti: "Manovra solida, in Italia evasione enorme" - Alle osservazioni dell'Ue risponde il ministro dell'Economia Tremonti. La manovra "è totalmente solida nei saldi di copertura", si legge in una nota del Tesoro nella quale si ricorda che "in Italia l'evasione fiscale e contributiva è enorme" e che il testo in discussione prevede "un radicale cambiamento nella strategia di contrasto all'evasione fiscale" che consente un recupero di circa 700 milioni nel 2012 e di 1,6 miliardi nel 2013. Il comunicato riporta il contenuto della conversazione avuta dal Ministro Tremonti con il Commissario europeo Rehn.

"Non ci sarà nessun condono" - Nel suo intervento alla commissione Bilancio del Senato di giovedì 1 settembre, pubblicato venerdì 2 settembre da palazzo Madama, Tremonti ha anche assicurato che nella manovra non saranno inseriti nuovi condoni fiscali o un nuovo scudo per il rimpatrio dei capitali. Il titolare del Tesoro ha infatti confermato "l'intenzione di non procedere a nessuna misura di condono, poiché si tratterebbe di un intervento una tantum che genera introiti di cassa ma che non modifica l'assetto della finanza pubblica", si legge nel resoconto.

Confindustria: sconcertati da misure anti evasione  - Da Confindustria intanto, così come diversi altri osservatori e parti sociali , arriva la bocciatura delle misure contro l'evasione fiscale previste dall'emendamento presentato dal Governo e si dice "sconcertata".  "Confindustria - si legge in una nota - ha da tempo condiviso l'obiettivo di una seria ed efficace lotta all'evasione fiscale e contributiva. Le misure presentate ieri (giovedì 1 settembre, ndr ) risentono però della fretta e dell'approssimazione con cui è stato predisposto l'emendamento, non sono coerenti anche sul piano tecnico e dovranno necessariamente essere riviste". Per l'Associazione di viale dell'Astronomia i provvedimenti "sono poco efficaci rispetto all'obiettivo di una seria lotta all'evasione e rischiano di penalizzare le imprese corrette nel rapporto con il fisco".

Monti: troppa confusione fa sorgere diffidenza della Ue - Chiede invece maggiore chiarezza l'economista Mario Monti, preside dell'Università Bocconi di Milano. "La grande confusione, la mancanza di chiari messaggi di questi ultimi giorni, temo possa far risorgere in molti, in Europa, un senso di diffidenza nei confronti della capacità dell'Italia di andare su una strada definita, capace di portarla verso una maggiore crescita e verso l'equilibrio finanziario". ha detto a margine del Workshop Ambrosetti, a Cernobbio. "La cosa peggiore - ha poi ammonito - sarebbe rinfocolare la diffidenza dell'Europa e mettere in imbarazzo la Banca centrale europea che ha fatto, nei confronti di Italia e Spagna, il massimo di quello che poteva fare nelle circostanze". "Quindi - ha concluso - l'urgenza di decisioni chiare e chiaramente comunicate, a differenza di quanto avvenuto negli ultimi giorni, mi sembra molto importante".

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