Apple dopo Steve Jobs. Che mela sarà?

Steve Jobs alle prese con l'iPhone, uno dei prodotti targati Apple più celebri.
1' di lettura

E' l'azienda high-tech più in forma del decennio, ma l'uscita del suo carismatico leader apre il dibattito. Tra le aspettative del mercato e dei clienti e la consapevolezza che sostituire l’ex-Ceo non sarà affatto semplice

Guarda anche:
Steve Jobs lascia la guida di Apple
Apple il tocco magico di Jobs: dalla bancarotta al boom


di Gabriele De Palma

Che ne sarà di Apple? Come sarà gestita l'azienda high-tech più in forma del momento, quali nuovi gadget all'avanguardia ci regalerà? E soprattutto da chi sarà davvero guidata? Sono queste le domande che affollano i dibattiti tra analisti di mercato, osservatori delle riviste di settore, guru della tecnologia e semplici (affezionati) clienti, da quando Steve Jobs ha passato il testimone al nuovo amministratore delegato Tim Cook. L'azienda di Cupertino più di altre è riuscita in questi anni a dare corpo ai sogni tecnologici degli utenti, dal lettore mp3 che rivoluzionò la musica digitale, al Mac, iPhone e iPad. Ma a incarnare il nuovo verbo è sempre stato Steve Jobs.

InsostituibileSono in molti a ritenere che semplicemente Jobs non si possa sostituire. Era lui a presentare i prodotti, lui a coordinare le riunioni strategiche. E' lui che ha la visione. Due tra più autorevoli commentatori dell'economia digitale sono di questo avviso: l'editorialista del Wall Street Journal Walt Mossberg, e Om Malik, autore di uno dei blog più influenti nel settore, che ha dedicato a Jobs un commosso articolo di commiato e analisi. Entrambi gli riconoscono la capacità di guardare avanti, continuando a innovare anche quando questo rischia di cannibalizzare parti del proprio (vecchio) business. Vic Gunotra, vice-president di Google, in un post sul proprio blog elogia la meticolosità e l'attenzione ai dettagli del collega-rivale, che un giorno gli telefonò per annunciargli che avrebbe fatto modificare "il gradiente del giallo della seconda 'o' del logo di Google" visualizzato sugli schermi di iPhone e iPad.

Tim Cook e gli altri – Eppure un nuovo amministratore delegato c'è già: Tim Cook, al fianco di Jobs da tredici anni, che in un bel ritratto sul Financial Time viene dipinto come l'equilibratore, il metodico, lo yin della coppia, colui che viene definito dallo stesso Jobs  “la migliore assunzione che ho fatto”, e ora lo ha raccomandato personalmente. La sua dirigenza assicurerà, su questo non esistono dubbi tra gli analisti, la continuità per il futuro più prossimo: in cantiere ci sono altri 'figli' dell'era Jobs, i fratelli degli oggetti più popolari: iPhone5 o iPad3. Ma dopo?
Secondo BeatWeek per non perdere la leadership del mercato sarà indispensabile che a Cook si affianchi un nuovo visionario: si fa il nome di Phil Schiller, stratega del marketing della mela morsicata. Ci sono però anche altre figure carismatiche in azienda, dal poeta del design Johnathan Ive a Scott Forstall, responsabile dello sviluppo della piattaforma software iOS.
Gli avversari che contendono a Apple la leadership del mercato sono molti e agguerriti, a cominciare da Google che con Android sta contrastando il regno iPhone e spopola nell'advertising online. Secondo Business Insider, il passaggio del testimone avrà gli effetti di perdita di carisma e di spinta innovativa che sono occorsi in Microsoft quando Bill Gates ha passato la mano a Steve Ballmer.

Ottimisti – Nonostante queste perplessità non manca chi è pronto a scommettere su un futuro ancora luminoso per Apple, a iniziare dagli azionisti e gli investitori che hanno dimostrato fiducia il giorno dell'incoronazione di Cook.
Secondo Wired, i dipendenti – peraltro i più "affezionati al proprio capo" secondo un sondaggio di GlassDoor – potrebbero addirittura approfittare del momentaneo calo di carisma in azienda per proporsi con nuovi progetti e creare così un'atmosfera di nuovo inizio, anche più fruttifera di quella attuale. I meno preoccupati di tutti sembrano essere i clienti, intervistati negli Apple Store da BusinessWeek: non temono un calo di qualità dei prodotti.
InformationWeek enumera gli otto superpoteri che garantiranno all'azienda ancora grandi successi, dal portfolio di brevetti alle connaturate competenze di design, dal presidio dei mercati più interessanti dei gadget high-tech, senza trascurare l'imponente riserva di cash, che in luglio ha toccato l'esorbitante quota di 76 miliardi di dollari.
Sul Wall Street Journal si punta anche su un altro interessante mercato in cui Apple sembra pronta a entrare a piè pari, quello della TV. Non si riescono ad ottenere anticipazioni ufficiali da Cupertino, ma sono in molti ad attendersi che Apple morda anche il mondo della televisione nel suo calendario dell'innovazione. E magari, seppure non più al comando operativo come una volta, sul palco ci sarà anche Steve Jobs. Perché sarà difficile sostituirlo anche come oratore.

Leggi tutto