Da Nord a Sud, scontrino questo sconosciuto

Un esercizio commerciale chiuso
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Nei giorni intorno a Ferragosto la Guardia di Finanza ha effettuato controlli negli esercizi commerciali di diverse città italiane. Da Ravenna a Napoli la percentuale degli evasori si aggira intorno all'80%

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Mentre la politica lima e modella la manovra economica di risanamento dei conti di oltre 45 miliardi, la Guardia di Finanza ha effettuato una serie di controlli in diverse città italiane per verificare il corretto rilascio dello scontrino fiscale da parte degli esercenti. Nella settimana di Ferragosto, dove diventa spesso difficile trovare un esercizio commerciale aperto, le Fiamme Gialle di Napoli hanno voluto concentrare la propria attenzione nelle zone a maggiore densità turistica. Oltre al capoluogo campano, quindi, sono stati effettuati controlli anche sulla Costiera amalfitana, a Ischia e a Procida. Il risultato è stato sconfortante. Degli oltre 430 esercizi controllati, tra cui bar, pizzerie, rosticcerie, pescherie, ben oltre l'ottanta per cento presentava irregolarità.

Ma il malcostume dello "scontrino dimenticato" non è certo una caratteristica dell'Italia meridionale. Negli stessi giorni in cui i loro colleghi campani battevano a tappeto le zone di propria competenza, la Guardia di Finanza di Ravenna ha effettuato 144 controlli in locali lungo il litorale romagnolo, Casal Borsetti a Pinarella di Cervia. E anche qui il 76% degli esercizi non ha emesso lo scontrino. Le verifiche hanno riguardato stabilimenti balneari, bar, gelaterie, ristoranti, pizzerie, chioschi, piadinerie, bazar e perfino un sexy-shop. In totale sono state 110 le mancate emissioni contestate dai militari. Tra di loro, fanno sapere le Fiamme Gialle, anche una nota gelateria che si ostina a non emettere scontrini nonostante sia stata più volte verbalizzata nel corso dell'estate.

Tutti gli esercizi sanzionati ora, oltre a dover pagare migliaia di euro di multa, rischiano la chiusura temporanea.

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