Il Pil tedesco frena le Borse

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Piazza Affari perde lo 0,87%. I dati sulla produzione in Germania trascinano verso il basso i listini europei. In giornata leggero recupero dopo la conferma della tripla A per il debito americano dell'agenzia Fitch, ma Wall Street perde lo 0,67%

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Giornata difficile per Piazza Affari e per le Borse in Europa che pagano il deludente andamento del Pil tedesco. Solo Londra chiude in territorio positivo. Il Ftse Mib cede lo 0,87% a 15.750 punti; a Parigi il Cac 40 termina a 3.230,90 punti con un calo dello 0,25%; a Londra il Ftse 100 chiude a 5.357,63 punti e guadagna lo 0,13%; il Dax di Francoforte con 5.994,90 punti cede lo 0,45%; l'Ibex a Madrid con 8.674,3 punti perde lo 0,4%.

L'indice azionario europeo EuroStoxx 50, che rappresenta i cinquanta titoli più significativi dell'Eurozona ha accusato uno scivolone del 5,7%, andando ai minimi da una settimana. Dopo un avvio pesante i listini del vecchio continente hanno comunque progressivamente ridotto le perdite grazie al dato della produzione industriale statunitense, migliore delle attese, e alla decisione di Fitch di confermare la tripla A al debito a stelle e strisce.

Wall Street - In serata arriva anche la chiusura negativa della borsa americana. Dopo tre giorni di forti rimbalzi il Dow Jones ha perso lo 0,67% a quota 11405,93; il Nasdaq  ha ceduto l'1,24% a 2523,45 punti.

I dati dell'economia tedesca - In mattina era stata invece l'economia tedesca a destare preoccupazione tra gli investitori. Nel secondo trimestre il Pil è cresciuto di appena lo 0,1%, contro il +1,3% segnato nei tre mesi precedenti. Su base annua l'incremento del prodotto è risultato pari al 2,8%, praticamente dimezzato rispetto al +5% registrato tra gennaio e marzo. Ma a frenare è tutta l'Eurozona. I dati diffusi da Eurostat segnalano un aumento del Pil pari allo 0,2% che si traduce in un +1,8% sui dodici mesi.

La reazione delle borse - Immediata la reazione negativa delle Borse, con Milano maglia nera, arrivata a perdere oltre il 3% appesantita dai forti ribassi dei titoli energetici, depressi dalla Robin tax introdotta con la manovra. Male anche gli industriali. Poi il progressivo recupero fino a un calo di circa l'1,2%.  Sotto controllo il differenziale di rendimento tra Btp e Bund decennali tedeschi. Lo spread è sceso a 272 punti base, dopo essere salito fino a 274 in apertura. Sugli stessi livelli si muove la Spagna, mentre i titoli francesi pagano uno scarto di 66 punti.

La Bce acquista nuovi Btp - In giornata si diffonde inoltre la notizia che la Banca centrale europa ha acquistato martedì 14 nuovi titoli di stato italiani. Lo riferisce Bloomberg, che cita fonti vicino all'operazione secondo cui l'Eurotower ha comprato anche bond spagnoli.

Fitch conferma AAA per il debito Usa - Nel pomeriggio arriva dagli Stati Uniti la notizia che l'agenzia di rating Fitch ha confermato la tripla A sul debito americano. Una decisione che, insieme al dato sulla produzione industriale americana, ferma la discesa dei listini europei, ma non aiuta Wall Street, che dopo un'apertura in negativo continua per tutto il giorno, fino a sera, con il segno meno davanti.

Crollo per i titoli energetici
- A fine serata così le borse europee e Piazza Affari chiudono in territorio negativo, ma avendo recuperato parte delle perdite registrate in giornata. Resta però pessimo il bilancio per i titoli energetici e industriali, trainati verso il basso dagli effetti della cosiddetta Robin Tax.  Fra gli energetici crollo del 13,64% per Terna. Scivolone anche per Snam Rete Gas, che chiude in calo del 9,9%, recuperando tuttavia 2 punti percentuali rispetto ai minimi dopo l'annuncio che la politica dei dividendi rimarrà invariata. Male Enel (-4,25%) e la controllata Egp (-5,42%), mentre salgono Eni (+0,46%) e soprattutto Saipem (+1,2%). In difficoltà, nel comparto industriale, Fiat Spa (-4,26%), ma è in rosso tutta la galassia del Lingotto (Industrial -3,6%, Exor -1,35%). Giù anche Pirelli (-2,52%), mentre resiste Finmeccanica.


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