Il dizionario della crisi economica

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Spread? Swap? Short-selling? Debito sovrano? Ecco cosa significano i dieci termini finanziari di cui tutti parlano nelle ultime settimane.

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di Gabriele De Palma


Rapporto Deficit/PIL
- Il rapporto esistente tra il debito pubblico di uno Stato e il suo prodotto interno lordo (PIL). In base al patto di stabilità siglato a Maastricht dai membri dell'Unione europea, il rapporto deficit/PIL deve mantenersi sotto quota 60% per evitare la creazione di debiti pubblici troppo grandi e di fatto non rimborsabili. In realtà sono molto pochi gli Stati rispettosi del limite consigliato dalla Ue e tra questi non c'è l'Italia che ha un rapporto del 119%.

Debito sovrano
- Sinonimo di debito pubblico, con cui si intende il debito che uno Stato (tramite le amministraizoni pubbliche centrali e locali) contrae con i propri cittadini (debito interno) o con istituzioni finanziarie e stati esteri (debito estero). Il Dipartimento del Tesoro pubblica le cifre del debito pubblico italiano, Eurostat quelle comparate dei 27 Paesi membri Ue.

Titoli di stato - Obbligazioni a breve, medio e lungo termine emesse dagli Stati per finanziare il debito pubblico. Alla scadenza dei termini previsti lo Stato rimborsa il capitale investito. Uno dei criteri per valutare la salute economica di uno Stato è il rendimento che viene offerto dai titoli di stato a lungo termine, che in Italia si chiamano Buoni del Tesoro Poliennali  (con una durata che varia dai 3 ai 30 anni), in Germania ci sono i Bund, in Francia gli Oat, in Spagna i Bonos e in Usa e nel Regno Unito i Governative Bond. Più è alto l'interesse riconosciuto ai titoli di stato più lo Stato rischia di indebitarsi, meno è garantita la restituzione del credito. Il Dipartimento del Tesoro aggiorna i tassi di interesse su tutte le forme di titoli di stato.

Spread
- È il differenziale tra i rendimenti dei titoli di stato poliennali (in genere dieci anni). Misura la differenza del rischio di investire nelle obbligazioni emesse dai singoli Stati. In Europa lo spread dei Paesi membri viene calcolato confrontandolo con l'economia più forte, la Germania, che corrisponde un minor interesse sulle obbligazioni emesse. Lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi è uno dei valori di riferimento per capire la condizione della nostra stabilità finanziaria. Lo spread viene espresso in punti base, che corrispondono alla differenza tra le percentuali di rendimento dei titoli di stato. Ad esempio se i Btp decennali fruttano il 5 per cento e i Bund tedeschi il 2 per cento, il valore dello spread è ottenuto dalla sottrazione tra i due (5-2=3) espresso in punti base (300).

Short selling o vendite allo scoperto
- Vendita delle azioni effettuata senza avere la piena proprietà. Può avvenire in base a diverse modalità, a seconda della tipologia di azioni: 'nude' quando non si possiedono o 'ricoperte' quando si hanno in prestito da una banca o assicurazione. In sintesi, un soggetto può cedere azioni di cui non è in pieno possesso consegnandole all'acquirente in un momento successivo (di norma servono tre giorni per consegnare effettivamente uno strumento finanziario). In questo modo riesce ad acquistare le azioni da rivendere a un prezzo più basso a causa dell'andamento del valore del titolo in Borsa. Ad esempio A vende a B azioni X a un valore Y stabilito oggi pur senza possedere le azioni che ha venduto; A spera che il valore delle azioni X scenda nell'intervallo temporale accettato per l'effettiva consegna, e così di guadagnare dalla transazione. Le short selling sono considerate uno degli strumenti che possono agevolare la speculazione, e in più occasioni sono state sospese.

Credit default swaps
- Contratti di assicurazione sull'insolvenza di un debitore. È uno strumento finanziario che ha la funzione di garantire chi ha acquisito titoli da un venditore. Più il venditore è attendibile meno alto sarà il valore dei Credit default swaps (Cds). Nel caso degli Stati il Cds ha una durata di 5 anni. È considerato uno strumento speculativo per scommettere sul possibile fallimento di uno Stato (o azienda).

Rating
- È il giudizio sulla situazione finanziaria di un soggetto (Stato, azienda o privato) data da un'agenzia specializzata. I più autorevoli sono quelli espressi dalle agenzie Moody's, Standard and Poor's e Fitch. Il rating viene espresso in sequenze di lettere a partire dal migliore (AAA per S&P e Fitch, Aaa per Moody's) detto “prime” perché sancisce la massima sicurezza possibile del capitale investito, fino al peggiore (D per S&P e Fithc e C per Moody's) che equivale al giudizio di perdita del capitale investito. I rating delle principali agenzie influiscono pesantemente sull'andamento dei mercati, tanto che l'Unione Europea e il Financial Stability Board mondiale stanno valutando misure per limitarne l'influenza.

Default - Termine inglese che in economia indica il fallimento. Nella attuale crisi, a rischio default sono gli Stati che non sono in grado di rispettare i termini concordati per il rimborso dei debiti contratti.

Ftse Mib
- Acronimo di Financial Times Stock Exchange (pronuncia Futsi Mib), è l'indice della Borsa italiana che indica il valore delle azioni delle 40 maggiori aziende Italiane ed estere, quotate alla Borsa di Milano. È l'indice di riferimento utilizzato per indicare sinteticamente il valore del mercato azionario nella sua totalità. Viene aggiornato costantemente ed è disponibile sul sito della Borsa italiana. Il FTSE mib è in vigore dal giugno del 2009, e ha sostituito il precedente paniere di titoli noto come Standard and Poor's MIB (che ricalca senza particolari differenze), dopo la fusione della Borsa di Milano con quella di Londra.

Fondo Efsf
- Un fondo per la stabilità finanziaria dell'Europa (European Financial Stability Facility) con sede in Lussemburgo creato dalla Ue in occasione della crisi finanziaria che ha colpito la Grecia nel maggio del 2010. Il fondo, di natura temporanea, aveva un capitale iniziale di 220 miliardi di euro, poi alzato a 440 miliardi. Il fondo Esfs è intervenuto oltre che nella crisi greca, anche per salvare Irlanda e Portogallo.

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