Crisi Usa, il mondo guarda a Washington

Occhi puntati sulla Casa Bianca dove si svolgono le trattative per evitare il default
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Cauto ottimismo sulle trattative per un accordo tra Democratici e Repubblicani sull'aumento del tetto del debito. Christine Lagarde segue "con trepidazione", mentre Londra e Tokyo mettono in guardia "sul severo impatto" che un default potrebbe avere

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Un accordo di massima sull' aumento del tetto del debito c'è ma si continua a trattare a oltranza per sciogliere gli ultimi nodi. In una corsa contro il tempo per evitare il default: la scadenza del 2 agosto si avvicina e il mondo guarda agli Stati Uniti con "trepidazione, ansia e preoccupazione" afferma il direttore generale del Fondo Monetario Internazionale (Fmi), Christine Lagarde. La Gran Bretagna e il Giappone mettono in guardia dal "severo impatto" che un mancato accordo potrebbe avere sull'economia mondiale. "Siamo molto vicini" afferma il leader dei repubblicani in Senato, Mitch McConnell. "Sono cautamente ottimista" gli fa eco il leader dei democratici in Senato, Harry Reid.

Le negoziazioni vanno avanti alla Casa Bianca per raggiungere un accordo in extremis e rassicurare i mercati, che domani potrebbero innervosirsi sull'impasse di Washington. Un accordo rappresenterebbe un "sollievo" evidenzia l'amministratore delegato di Pimco, Mohamed El-Erian, avvertendo che non scongiura comunque il rischio di un downgrade. Un accordo farebbe bene all'economia: allontanerebbe l'incertezza - mette in evidenza Mark Zandi, capo economista di Moody's Analytics - e aiuterebbe il mercato del lavoro. Secondo indiscrezioni, l'accordo di massima prevede tagli alle spese per 2.800 miliardi di dollari in 10 anni e un aumento del tetto del debito di uguale entita' in due fasi, la prima immediata da 1.000 miliardi di dollari. Le spese saranno ridotte di 1.000 miliardi nella prima fase. Una commissione sara' creata per determinare ulteriori 1.800 miliardi di dollari di tagli. Le sue raccomandazioni dovranno essere avanzate in Congresso entro il Giorno del Ringraziamento (il quarto giovedi' di novembre). E il Congresso dovra' approvare entro dicembre. Se non saranno approvate scatteranno dei tagli automatici alle spese anche per la difesa e il Medicare. Il piano non prevede aumenti delle tasse almeno per il primo anno e mezzo. Il Congresso dovra' votare un emendamento alla Costituzione per un budget bilanciato, ovvero che consenta al governo di spendere solo quanto raccolto con le entrate fiscali. Il Senato è riunito ma in pausa dopo il voto sul piano di riduzione del deficit e del debito da 2.400 miliardi di dollari di Reid. La Camera alta lo ha respinto ma lo stop è temporaneo e, se un accordo definitivo sarà raggiunto, potrebbe essere usato come veicolo per avanzarlo in Congresso.

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