Crisi Usa, Wall Street mette sotto pressione Washington

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Gli amministratori delegati di 14 banche americane avvertono la politica Usa: "Un mancato accordo avrebbe conseguenze gravi". Il Tesoro intanto prepara un piano alternativo nell'ipotesi che si realizzi il default

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Pressing di Wall Street sul presidente Barack Obama e sul Congresso per un accordo sull'aumento del tetto del debito "in questa settimana" per evitare un default che avrebbe un "impatto grave" sull'economia "peggiorando una condizione già difficile".  Gli amministratori delegati di 14 banche, fra i quali i numeri uno di JPMorgan Jamie Dimon e Goldman Sachs Lloyd Blankfein, mettono in guardia dai rischi di una mancata azione sul debito.  La Casa Bianca continua a essere fiduciosa su un compromesso, con gli osservatori che ritengono il voto alla camera del nuovo piano dello speaker John Boehner un passo avanti verso una soluzione.  Subito dopo la Camera, sulla misura si esprimerà il Senato con l'obiettivo - afferma il leader dei democratici in Senato, Harry Reid - di ucciderla. 

Il Tesoro corre intanto ai ripari e valuta come pagare i conti dopo il 2 agosto, quando gli Stati Uniti potrebbero fare default: se un accordo non sarà raggiunto il Dipartimento guidato da Timothy Geithner illustrerà già venerdì dopo la chiusura dei mercati come intende andare avanti.  Il Tesoro probabilmente deciderà chi pagare e chi no, con la precedenza ai creditori, quali la Cina, se il tetto del debito non sarà aumentato. E questo potrebbe tradursi in un oltraggio pubblico per i milioni di americani che dipendono dagli assegni pubblici e in azioni legali. "E' interesse di tutte le parti che il Congresso agisca" sull'aumento del tetto del debito: "siamo fiduciosi perché riteniamo che gli americani abbiano detto chiaramente che vogliono un compromesso e c'è tempo per un compromesso giusto afferma il portavoce della Casa Bianca, Jay Carney, sottolineando che "non ci sono grandi chance di un accordo ampio" per la riduzione del deficit e del debito.

L'obiettivo del presidente Barack Obama è "tutelare l'economia". Se il Congresso ritenesse di aver bisogno di più tempo per un accordo potrebbe inserire una clausola nel progetto per gli stanziamenti militari, già approvato dalla Camera, ed estendere la scadenza. Il Piano dello speaker della Camera. John Bioehenr, si prepara a essere votato alla camera. "Non è perfetto, nessuno lo ha detto ma è un passo in avanti positivo che nega al presidente Barack Obama un assegno in bianco da 2.400 miliardi di dollari che gli consentirebbe di continuare a spendere fino alle prossime elezioni" evidenzia l'ufficio di Boehner. "passiamo il piano e mettiamo fine alla crisi" osserva Boehner. Il piano prevede un aumento del tetto del debito in due fasi e risparmi per 915 miliardi di dollari nella prima fase. L'apporccio di Boehner "ci costringerà ad affrontare la minaccia di un default in cinque o sei mesi" mette in evidenza Reid che, secondo indiscrezioni, starebbe lavorando con il leader dei repubblicani in Senato, Mitch McConnell, a un compromesso. La misura di Boehner prevede che il Congresso voti entro il 23 dicembre nuovi tagli alla spesa. I repubblicani ai democratici che li accusano di voler rovinare il natale agli americani, ricordano che la riforma sanitaria è stata appaovata alla "vigilia di natale".

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