Le parti sociali al Governo: serve un patto per la crescita

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Con una nota congiunta imprese, banche e sindacati (da Confindustria a Cisl) sottolineano la preoccupazione per gli attacchi finanziari e si rivolgono all’esecutivo: "Occorre un atto di discontinuità". Camusso (Cgil): “Il Paese è depresso”

L'allarme di tutto il mondo economico, imprenditoriale e sindacale arriva nella tarda serata di mercoledì 27 luglio con una voce sola. Una nota congiunta di imprese, banche, cooperative, sindacati per sottolineare la "preoccupazione" per l'attacco ai mercati finanziari. E' per un ultimo appello, dopo mesi di pressing, per chiedere al governo misure per la crescita: oggi è "necessario un patto per la crescita che coinvolga tutte le parti sociali; serve una grande assunzione di responsabilità da parte di tutti ed una discontinuità capace di realizzare un progetto di crescita del Paese in grado di assicurare la sostenibilità del debito e la creazione di nuova occupazione".

L'alleanza - Tutte insieme, pesano le firme: da Confindustria ai sindacati con Cigl, Cisl, e Ugl (la Uil, che figurava tra le firme, poi in serata si dissocia). Le Banche con l'Abi. Le coop dell'Alleanza cooperative italiane (Confcooperative, Lega Cooperative, Agci); Rete Imprese Italia (Confcommercio, Confartigianato, Cna, Casartigiani e Confesercenti) e la Confapi; gli agricoltori con Cia, Condiretti e Confagricoltura. Una alleanza forte, ampia. Iniziativa che nasce, a quanto si apprende, da un colloquio telefonico in  mattinata tra il leader delle banche Giuseppe Mussari e la presidente degli industriali Emma Marcegaglia. Che poi nel primo pomeriggio ha chiamato i leader dei sindacati. Nel giro di poche ore si è così coagulato il consenso delle sigle che avevano già aderito, dallo scorso novembre, al tavolo per definire proposte da presentare insieme al governo per sostenere la crescita.

Camusso (Cgil): "Paese depresso, serve una scossa" -
"La situazione è grave, tutte le parti sociali ne sono consapevoli, ma il governo non se ne rende conto, visto che ha ripreso a parlare d'altro". Il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, intervistata da Repubblica, parla di "forte spirito collettivo" e "voglia di reagire alla depressione" a proposito della nota congiunta delle parti sociali diffusa ieri. "Le politiche finora seguite non vanno bene", sostiene Camusso. "Fosse stato per noi saremmo stati più espliciti, non è da ora che chiediamo al governo di andarsene. La nota è frutto di una mediazione - spiega - ma dà il segnale di quanto sia grave e generalizzata la preoccupazione per questo quadro economico e sociale".   
"Tutti quelli che hanno firmato il documento chiedono un patto per la crescita che non c'è, come non c'è occupazione e nemmeno credibilità del paese", afferma la leader della Cgil. "C'è solo il vuoto: Tremonti, dopo la manovra, è sparito dalla scena. E il governo che dice, che pensa delle azioni della Ue o delle conseguenze della situazione americana?".  Sull'ipotesi di un governo tecnico, aggiunge, "non c'è unità di vedute, le opinioni sono troppo differenti per fare un discorso collettivo che non è ancora maturato e non so se mai maturerà".



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