Distributori no-logo, ecco dove sopravvivere al caro-benzina

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Con i prezzi dei carburanti alle stelle, le stazioni di servizio indipendenti, più di duemila in tutta Italia, garantiscono un risparmio di 5/7 centesimi di euro al litro. Per localizzarle, basta scaricare la relativa app sul proprio smartphone

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di Isabella Fantigrossi

Con la benzina alle stelle e le ferie alle porte (andata e ritorno in auto per milioni di italiani), l’automobilista che non vuole farsi svuotare il portafoglio deve stare un po’ più attento. Il consiglio che arriva dalle associazioni dei consumatori, inferocite contro le compagnie petrolifere e contro il Governo che ha aumentato le accise, è quello di evitare di fare benzina dove capita.

Se si sceglie con attenzione il distributore, dice Altroconsumo, si può risparmiare quasi il 10% sul pieno. E allora meglio cercare le stazioni di servizio dentro i centri commerciali perché sono sempre più convenienti e verificare che il prezzo praticato dalla pompa corrisponda a quello pubblicizzato dai cartelloni esposti. E, soprattutto, il modo migliore per risparmiare, dicono Altroconsumo, Federconsumatori e Codacons, è cercare di fare il pieno presso i distributori indipendenti, quelli no-logo, che non fanno parte del circuito delle compagnie di distribuzione di carburante più note. Le cosiddette "pompe bianche", più di duemila su un totale di 22.500 in tutta Italia, fanno concorrenza ai benzinai tradizionali perché garantiscono a ogni litro acquistato un risparmio medio di 5/7 centesimi fino a un massimo di 10. C’è il trucco? No, semplicemente comprano benzina e gasolio all’ingrosso trattando con il migliore offerente, senza vincoli di acquisto. E non hanno costi di pubblicità e di mantenimento di grossi impianti. Così riescono a mantenere il prezzo più basso.

Il risparmio - Secondo Quotidiano Energia, mentre il prezzo medio della benzina servita nei distributori IP il 26 luglio aveva toccato quota 1,636 - Eni 1,624; Esso 1,626; Q8 1,629 - il prezzo medio delle pompe bianche italiane era fermo a 1,547. Con una differenza di quasi 9 centesimi al litro tra IP e indipendenti. Se si calcola quindi di fare il pieno in un’auto di media cilindrata dotata di un serbatoio da 50 litri, mentre da IP si spende 81 euro, alle pompe bianche 77. Un risparmio che diventa sostanzioso soprattutto nel lungo periodo: ipotizzando un pieno a settimana, ogni 7 giorni si possono evitare di spendere tra i 10 e i 15 euro, cioè tra i 520 e i 780 euro all’anno.

L’elenco dei distributori low-cost - Per sapere dov’è il distributore indipendente più vicino a casa, Federconsumatori ha messo online sul suo sito l’elenco delle pompe bianche suddivise per regione e aggiornato al 25 marzo 2011. Chi invece è in viaggio può scaricare sul proprio smartphone l’applicazione per I-phone Pompe Bianche, realizzata dal sito Prezzibenzina.it, che permette di visualizzare sul telefono una mappa con tutte le 2237 stazioni di servizio no-logo.

Le marche minori - Oltre alle stazioni di servizio senza logo, si può risparmiare anche ai distributori minori, quelli con le marche alternative alle grandi (Agip, IP, Esso, Total). Tra le più diffuse, quelle che hanno più di cinquanta distributori nella propria rete, ci sono Ies nel cuore della val Padana, TotalErg – ormai il terzo operatore italiano nella distribuzione di prodotti petroliferi - la spagnola Respol, Energia Siciliana, la toscana Beyfin, la tedesca Omv ed Enerpetroli – diffusa soprattutto nel centro Italia.

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