Crisi, Barroso avverte i leader Ue: "La situazione è grave"

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Il presidente della Commissione Europea suona il campanello d'allarme alla vigilia del vertice straordinario di Bruxelles: "Serve una risposta". Al centro dell'attenzione il piano di salvataggio della Grecia. GUARDA IL VIDEO

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E' un appello - ma suona come un campanello d'allarme - quello lanciato dal presidente della Commissione europea, Josè Manuel Barroso, a 24 ore dall'inizio del vertice straordinario dei leader europei. Giovedì 21 luglio i capi di Stato e di Governo della Ue si riuniranno a Bruxelles per trovare una via d'uscita alla crisi del debito greco che rischia di estendersi ad altri Paesi europei. "La situazione è seria, serve una risposta", ha messo in guardia Barroso sottolineando la necessità di uno sforzo comune per la sostenibilità dell'euro, "uno dei nostri patrimoni". Altrimenti, ha aggiunto, "il giudizio della storia sarà duro" e se domani non arriverà un segnale chiaro sulla crisi, "ci saranno conseguenze negative in tutti gli angoli dell'Europa e anche oltre".

Dello stesso avviso il ministro francese dell'Economia, Francois Baroin, che ha chiesto ai leader europei di lanciare un "messaggio forte". Ma l'ottimismo francese si scontra con la cautela tedesca. Proprio martedì 19 il cancelliere tedesco, Angela Merkel, aveva messo le mani avanti sostenendo che il vertice non produrrà un risultato "spettacolare". E proprio dall'intesa tra Parigi e Berlino - affidata a una cena tra Merkel e il presidente francese Sarkozy - potrebbero dipendere l'agenda, i tempi e forse anche l'esito del vertice di domani. I due si sono detti fiduciosi di poter definire una posizione comune. "La Germania e la Francia - ha assicurato il portavoce della Merkel, Steffen Seibert, alla vigilia dell'incontro a Berlino - devono mettersi d'accordo. Se questo non avverrà non sarà possibile fare progressi in Europa. Entrambi sono fiduciosi di poter trovare una linea comune".

Berlino continua a insistere sulla necessità di coinvolgere i privati nel salvataggio della Grecia. La Germania è infatti quella che rischia di pagare più degli altri. E' per questo che la Merkel ha chiesto con energia di consentire ai creditori privati di intervenire nel salvataggio, per sgravare i contribuenti tedeschi del fardello di un nuovo piano di aiuti. In pratica i tedeschi preferiscono il rischio di un default selettivo pilotato a quello di un salvataggio interamente a carico del governo.

Si fa avanti intanto l'ipotesi che i leader europei consentiranno all'Efsf, il fondo europeo di salvataggio, di comprare titoli del debito pubblico europeo sul mercato secondario. Dalla riunione, comunque, difficilmente potrà uscire una soluzione dettagliata per gli aiuti alla Grecia. Ma i mercati confidano in un segnale decisivo. Mercoledì 20 luglio le principali piazze europee hanno archiviato le contrattazioni con il segno più, trainate da Milano e Madrid. E l'euro ha ripreso fiato riconquistando quota 1,42 dollari.

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