La manovra non basta, borse a picco

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Piazza Affari ha chiuso a -3,06. Ma sui quotidiani finisce sotto accusa il governo. I "mercati puniscono l'inazione dell'esecutivo", scrive Il Sole 24 Ore. Il commissario europeo Barnier: "Pronti a fare tutto per fermare la speculazione". RASSEGNA STAMPA

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L'approvazione della manovra a tempo di record non è bastata ai mercati finanziari. Lunedì 18 Piazza Affari ha chiuso a -3,06%. Lunedì nero anche per l'Europa: bruciati 91 miliardi. E intanto scattano le indagini della magistratura sulle speculazioni: Il pm di Trani ha acquisito materiale dalla Consob. Anche Roma e Milano hanno aperto un fascicolo. Il crollo dei mercati occupa le prime pagine dei quotidiani italiani.

Il Sole 24 Ore: la punizione dei mercati -
"Per l'Italia l'agenda della crescita si conosce da anni, e poco o nulla si è fatto", scrive Alessandro Leipold sulla prima pagina del Sole 24 Ore: "Ora però si sa anche che i mercati puniscono tale inazione, guardando non solo al risanamento delle finanze pubbliche ma anche alle prospettive di crescita nella consapevolezza della dipendenza della prima sulla seconda".

Repubblica: "Ora il premier deve dimettersi" - Dal lunedì nero delle borse la Repubblica trae un giudizio politico e torna a chiedere le dimissioni del presidente del Consiglio. Lo fa con un editoriale in prima pagina firmato dal direttore Ezio Mauro: "In mezzo alla tempesta della speculazione, il presidente del Consiglio non è stato in grado di spendere una parola di credibilità e di governo, si è preoccupato soltanto di chiedere l'impunità per l'onorevole Papa, il membro del suo partito su cui pende una richiesta di arresto per concussione e favoreggiamento".

Il Giornale: il governo non c'entra con la speculazione - Di tutt'altro avviso Il Giornale: "Dobbiamo metterci una volta per tutte nella zucca - scrive Nicola Porro sul quotidiano della famiglia Berlusconi - che la speculazione che sta colpendo l'Italia nulla ha a che vedere con la condotta della politica economica di questo governo. L'attacco è all'euro e al suo fianco più debole.

La Stampa: occhi puntati sul vertice europeo - Per il quotidiano di Torino sarà cruciale l'appuntamento europeo previsto in settimana, come racconta Francesco Manacorda in un retroscena sulla giornata del ministro dell'Economia Giulio Tremonti: "L'aspettativa per il vertice di giovedì è tale che l'incontro del ministro con i banchieri è scandito anche dalle notizie sulla presenza - prima in forse e poi confermata - della cancelliera tedesca Angela Merkel, finora l'ostacolo più arduo a un salvataggio greco, al vertice. 

Barnier: "Pronti a fare tutto per fermare la speculazione" -
"Quello che devono capire tutti è che siamo determinati a fare tutto il possibile per ristabilire la fiducia e bloccare la speculazione", ha detto il commissario europeo per i mercati finanziari, Michel Barnier, in un'intervista a La Stampa. "Bisogna che tutti abbiano sangue freddo", ha aggiunto Barnier ricordando che "sono tre anni che viviamo una crisi molto grave, anche se alcune banche dicono che è finita. Non è vero. Noi sappiamo che non è cosi". Secondo il commissario europeo "è inevitabile" che i nostri mercati siano più veloci della politica. "I nostri processi democratici richiedono tempo", ha aggiunto. Quanto alla crisi del debito, per Barnier si tratta di "un problema serio. Dipende soprattutto dai governi - ha osservato - è necessaria una buona e accorta gestione dei paesi, perché non si cresce col debito eccessivo. Tutti devono fare ordini nei propri conti. Proprio tutti".

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