Fmi: "Bene l'impegno dell'Italia sul deficit"

Il neo direttore generale del Fondo monetario internazionale Christine Lagarde
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Il Fondo Monetario Internazionale promuove l'azione del governo, ma invita ad andare avanti col risanamento per ridurre l'elevato debito

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Il Fondo Monetario Economica sollecita l'Italia a operare con decisione sui conti pubblici in modo da ridurre il suo debito pubblico e sottolinea come un anticipo delle misure indicate nella manovra avrebbe un effetto positivo sui mercati.
Nel suo rapporto annuale,  l'Article Iv sull'Italia, l'Fmi pur giudicando positivamente l'intenzione del governo di portare il deficit/pil sotto il 3% entro il 2012 per poi arrivare al pareggio nel 2014, esprime preoccupazione circa l'ottimismo delle autorità italiane
circa gli effetti della manovra sulla crescita.

"Il debito pubblico italiano è elevato e lo resterà - si legge nell'Article Iv sull'Italia dell'Fmi - a causa di ostacoli strutturali di lunga data. L'obiettivo deve essere quello di continuare il risanamento di bilancio per ridurre l'elevato debito pubblico, mantenere stabile il settore finanziario e aumentare il potenziale di crescita con riforme strutturali". E ancora: "L"impegno delle autorità a ridurre il deficit sotto il 3% nel 2012 e vicino allo zero nel 2014 è positivo. Il recente pacchetto di misure di medio termine è un importante passo in avanti per rendere questi obiettivi raggiungibili. L'attuazione del pacchetto è essenziale".
Un consolidamento fiscale bilanciato "deve basarsi su una razionalizzazione delle spese in base a chiare priorità. L'intenzione del governo di intraprendere un'ampia revisione delle spese pubbliche è incoraggiante. la revisioni dovrebbe tradursi in un calo delle spese e in un miglioramento dell'efficienza del settore pubblico". "Il sistema fiscale dovrebbe essere semplificato per supportare la crescita e la revisione in corso da parte del governo dei regimi fiscali è positiva".

"Sono necessari progressi sulle riforme strutturali - sostiene l'Fmi - un ampio pacchetto di riforme è necessario per aumentare ulteriormente la produttività e rafforzare il potenziale di crescita".

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