Tremonti: "La manovra sarà rafforzata"

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Per il ministro la crisi dei mercati mette “in discussione l'idea stessa di 'Europa”. Per Draghi (Bankitalia), “senza ulteriori tagli inevitabile l'aumento delle tasse". GUARDA I VIDEO DEGLI INTERVENTI

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(In fondo all'articolo tutti gli interventi all'assemblea del'Abi)

La crisi dei mercati non è il problema di un singolo Stato, ma dell'intera struttura Ue: "In discussione è l'idea stessa dell'Europa". Queste le parole del ministro del Tesoro Giulio Tremonti intervenendo all'assemblea dell'Abi. Mentre i titoli di borsa corrono sui mercati italiani ed europei, il gotha dell'Economia fa un'analisi della situazione dell'andamento dei titoli e della situazione italiana alla luce della manovra che verrà approvata venerdì.
All'assemblea interviene anche il governatore di Bankitalia, Mario Draghi, che approva l'iter accelerato deciso dal governo, ma richiama l'attenzione sulla crescita ancora debole e per la quale sono necessari ulteriori tagli. Senza questo provvedimento, è "inevitabile l'aumento delle tasse".

Tremonti smentisce le voci di dimissioni - "Il decreto per il pareggio di bilancio sarà rafforzato su tutto il quadriennio e approvato entro venerdì". Il ministro Tremonti, dopo l'accordo sulla manovra trovato con l'opposizione, ribadisce l'iter lampo per il decreto. E afferma che il decreto "sarà accompagnato da chi si prende la responsabilità di averlo presentato". In altre parole, il ministro smentisce le ricorrenti voci su sue imminenti dimissioni e dice che resterà al suo posto. Lo fa all'inizio del suo intervento all'assemblea dell'Abi citando Tito Livio: "Hic manebimus optime", cioè resteremo splendidamente al nostro posto.
"Credo che nel lungo periodo - dice il ministro a proposto degli attacchi speculativi ai mercati italiani - possa essere in discussione non un Paese o un mercato ma l'idea
stessa di Europa. Nella crisi la speculazione è un fattore importante che può fungere da
trigger ma il principale è la fiducia".

Draghi: "Servono ulteriori tagli, altrimenti inevitabile aumento delle tasse" - Interviene all'assemblea anche il governatore di Bankitalia Mario Draghi, che plaude alla manovra presentata dal Governo in quanto "rappresenta un passo importante nel processo di risanamento dei conti pubblici". Ma potrebbe non bastare e obbligare l'esecutivo ad aumentare le tasse per raggiungere l'equilibrio dei conti nel 2014. Il giudizio è del governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, secondo cui "avendo anticipato le usuali scadenze", "occorre definire in tempi rapidissimi il contenuto delle misure volte a conseguire il pareggio di bilancio nel 2014". A questo, avverte il numero uno di Palazzo Koch, "soprattutto guardano oggi i mercati. Esistono rischi che questi provvedimenti distorcano l'impianto della correzione, opportunamente basato sostanzialmente su tagli delle uscite. Se non si incide anche su altre voci di spesa, il ricorso alla delega fiscale e assistenziale per completare la manovra 2013-2014 non potrà però evitare un aumento delle imposte".

Bankitalia: "Decisioni coraggiose e rapide" - Intanto, il vice direttore di Via Nazionale Ignazio Visco, a nome della Banca d'Italia chiede al Paese "decisioni rapide e coraggiose" perché l'aumento dello spread (GUARDA LA SCHEDA) tra titoli di Stato italiani e tedeschi produce costi limitati nell'immediato "ma se questi valori persistessero ne deriverebbero oneri ingenti per i conti pubblici".
Parlando nel corso di un'audizione in Senato, il vice direttore di Via Nazionale Ignazio Visco precisa anche che la caduta dei titoli bancari italiani in borsa, è stata legata all'ondata speculativa sui titoli di Stato piuttosto che a una sottocapitalizzazione degli istituti finanziari. "Abbiamo visto una correlazione indubbia tra lo spread sui titoli sovrani o i cds e quelli delle singole istituzioni. Abbiamo visto una caduta in borsa dei principali intermediari italiani. La ragione è legata sostanzialmente al debito sovrano, non alla mancanza di capitale", ha detto Visco.
Bankitalia chiede dunque al governo di "anticipare la definizione delle ulteriori misure necessarie per conseguire il pareggio di bilancio", riferendosi alla parte della delega sulla
riforma fiscale da cui deriverà una riduzione del deficit pari a circa 15 miliardi nel 2014.

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