Borsa, stretta sugli speculatori. Paura sui mercati

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La Consob impone maggiore trasparenza sulle vendite allo scoperto ma le borse aprono in forte calo. L'economista Zingales: "Serve una manovra ultrarigorista". E per Il Giornale Berlusconi è in silenzio "per non turbare i mercati". LA RASSEGNA STAMPA

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Cosa sono le vendite allo scoperto

"Paura", "fiato sospeso", "Incubo speculazione". Sono le parole chiave sulle prima pagine dei quotidiani di lunedì 11 luglio. Nel giorno della riapertura delle borse i titoli sono tutti per l'intervento della Consob che domenica 10 ha deciso una stretta sulle vendite allo scoperto, quelle che alimentano appunto la speculazione, in particolare al ribasso. Ma a tenere banco è anche il giallo sul vertice europeo convocato dal presidente del Consiglio Ue, Herman Van Rompuy, per lunedì 11. Si parlerà del secondo piano di salvataggio per la Grecia ma non è ancora chiaro se all'ordine del giorno ci sarà anche la situazione dell'Italia, ritenuta da molti osservatori a rischio contagio.

Il nodo della manovra -
Per Repubblica "L'unica speranza di evitare il disastro, già dalla riapertura dei mercati è affidata a una manovra da 40 miliardi che dovrebbe portarci al pareggio di bilancio entro il 2014", scrive Massimo Giannini che però aggiunge: "E' una manovra piena di buchi neri, affidata per buona parte a una legge delega sul fisco di cui non si conoscono i tempi e non si capiscono i contenuti. Ma sul piatto non c'è nient'altro. E allora tanto vale ingoiare questa minestra riscaldata e un po’ rancida. Nella speranza che basti a placare la fame degli speculatori globali.

Il premio Nobel: "L'Italia non è a rischio default" -
Sempre su Repubblica il tema viene affrontato anche con interviste a esperti. Come il premio Nobel per l'Economia Michael Spence, secondo cui il nostro Paese non è a rischio default. Ma, sottolinea l'economista, "l'Europa deve sbrigarsi a trovare un accodo politico che comprenda una riaffermazione inequivocabile dei suoi principi, a partire dal fatto che vuole restare unita e vuole promuovere la crescita interna, non limitarsi più al solo controllo della moneta. Altrimenti rischia davvero di perdersi dei pezzi".

Il ministro svedese: "L'incertezza politica non ha contribuito in modo positivo" -
Cauto sull'emergenza anche il ministro svedese Anders Borg che sulle colonne del Corriere della Sera si dice "relativamente ottimista" ma spiega: "L'incertezza politica delle scorse settimane non ha certo contribuito in modo positivo. Le divisioni nel governo e i segnali di indecisione hanno mostrato che l'Italia è più debole di quanto ci si sarebbe aspettato. L'unica bussola che viene fornita di fatto ai mercati è 'state alla larga'".

Il Giornale: "Il silenzio di Berlusconi per non turbare i mercati" -
E a proposito di incertezza politica, una lettura diversa dagli altri quotidiani viene data da Il Giornale. Che prima "parla di opportunisti della crisi", riferendosi agli esponenti dell'opposizione che paventano il "rischio contagio". E poi dà un'interpretazione del silenzio di Berlusconi degli ultimi giorni: "Non parla per non turbare i mercati", titola il quotidiano di Alessandro Sallusti.

Zingales: "Serve una manovra ultrarigorista" - Per luigi Zingales, professore di Finanza all'Università di Chicago, l'unico modo per rassicurare i mercati è una "manovra ultrarigorista". Intervistato dal Messaggero l'economista spiega che "La manovra poteva bastare fino a una settimana fa, ma la perdita di fiducia verso l'Italia ha fatto salire ancora i tassi d'interesse". E aggiunge: "Bisogna arrivare al pareggio di un anno per bloccare i danni dei tassi in salita".

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