Turbolenze politiche, e i mercati crollano

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Dietro al ciclone che si è abbattuto sui titoli di Stato, la bufera sul ministro dell'Economia Tremonti. Ma Draghi rassicura: "Le banche sono solide, la manovra credibile"

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Italia sotto tiro”. Il coro che si leva dalle pagine dei quotidiani in edicola sabato 9 luglio è unanime. Tutte le aperture sono infatti dedicate al venerdì nero per l’Italia, con i mercati finanziari che approfittano delle turbolenze politiche e prendono di mira Piazza Affari e i titoli di Stato. Sotto attacco la borsa di Milano, con l'indice Ftse Mib che ha chiuso in calo del 3,47%, scendendo sotto i 19.000 punti ai minimi dal luglio 2010. Dietro al ciclone di vendite, hanno indicato le sale operative, l'indebolimento della figura di Giulio Tremonti, ministro dell'Economia e persona chiave, secondo i mercati, per la tenuta dei conti dell'Italia.

L'Italia nel mirino degli speculatori - L'allarme ha spinto ad attivarsi il governatore di Bankitalia, Mario Draghi: il prossimo presidente della Bce è certo "che gli intermediari italiani supereranno con un margine significativo gli stress test in corso in sede europea" e interviene anche a difesa della manovra finanziaria, "un passo importante per il consolidamento dei conti pubblici".
E dalle colonne del Corriere della Sera interviene anche Lamberto Dini, che guidò la risposta italiana all’attacco alla lira del ’95. “Il problema non è l’Italia, c’è un contagio su tutta Europa” afferma. E aggiunge: “La speculazione è contro l’euro e colpisce i Paesi con un debito pubblico elevato, come il nostro”. (…) “Le nostre banche non sono fortemente indebitate, non detengono titoli di altri Paesi in difficoltà, come invece quelle francesi, tedesche e inglesi”.

Botte a Giulio, Italia a rischio” – Questo il titolo a nove colonne del quotidiano il Giornale di Vittorio Feltri, che riassume la giornata che ha visto i titolo di Stato sotto attacco in questo modo: “La storia della casa in prestito coincide con l’attacco ai nostri titoli”. Il riferimento è all’inchiesta P4, in relazione alla quale il ministro Tremonti è stato sentito come persona informata dei fatti e all’ordine di arresto del deputato Pdl Milanese che, a quanto si apprende, avrebbe pagato la lussuosa casa del titolare dell’Economia. Insomma, il Giornale dà una lettura esclusivamente politica al venerdì nero dei mercati. E parla di “speculazione: indebolire i nostri titoli, incoraggiando i falchi e le iene dei mercati a saltarci addosso e a farci a pezzi. Gli indizi sono chiari: la Borsa ha perso il 3,47. Più delle altre europee. Facciamo finta di niente? Forse converrà reagire e pensare: abbiamo un timore: che coloro i quali non vogliono morire berlusconiani, costringano tutti a crepare di fame”.

“Teniamoci Tremonti” –
Il ministro ha sbagliato con l’affaire Milanese – si legge su Libero – Ma senza lui ci schiantiamo”. Questo il parere del direttore Belpietro, che punta il dito contro il deputato Pdl Milanese: “perché quell’oscuro funzionario divenuto deputato del Pdl avesse tanto potere nessuno è mai riuscito a spiegarselo”. Tremonti avrebbe dovuto prendere le distanze dal suo ex consigliere, continua il direttore. E aggiunge: “A noi del ministro dell’Economia non importa un fico secco (…) Ciò che ci preme sono i nostri risparmi, le nostre pensioni, le nostre case. E voi a cosa tenete di più?”.

Non ha dubbi invece l'economista Luigi Spaventa, che intervistato da L'Unità, afferma: "Paghiamo la debolezza di Tremonti e Berlusconi"

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