Manovra: spunta una norma sul Lodo Mondadori

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Inviata al Quirinale la versione finale del decreto. Nel testo stretta sulle pensioni e stangata sui depositi dei titoli. Giallo sui tagli agli ecoincentivi. Un provvedimento poi potrebbe fermare il risarcimento a carico della Fininvest a favore della Cir

E’ stato inviato al Quirinale il testo finale della manovra economica che comprende 39 articoli e due allegati. Dalla stretta sulle pensioni alla sforbiciata ai costi della politica, al "giallo" sui tagli agli incentivi per le energie rinnovabili, ecco cosa prevede il decreto "per la stabilizzazione finanziaria".

Stop alla rivalutazione automatica delle pensioni
- Tra le disposizioni contenute nella manovra economica il colpo di freno alla rivalutazione automatica delle pensioni per il biennio 2012-2014. 
In particolare è previsto il blocco totale della rivalutazione per "la fascia dei trattamenti pensionistici superiore a cinque volte il trattamento minimo di pensione Inps" mentre per le "fasce di importo dei trattamenti pensionistici compresi tra 3 e 5 volte" il minimo, l'indice di rivalutazione è ridotto del 45%. Si tratta quindi di un freno per i trattamenti oltre i 1.428 euro. Confermato, inoltre, l'intervento 'soft' per l'aumento dell'età pensionabile delle donne nel settore privato. Si parte dal 2020 con un mese in più oltre i 60 anni per arrivare al 2032 con l'ultimo scaglione.

Pubblico impiego: fermi gli stipendi fino al 2014
- Per quanto riguarda il pubblico impiego, poi, il decreto prevede la proroga di un anno del blocco del turn over (a eccezione dei corpi di polizia, del corpo nazionale dei vigili del fuoco) e il congelamento degli aumenti degli stipendi fino al 2014; stretta anche sulle assenze.

Giallo sui tagli agli ecoincentivi
- Tra le disposizioni contenute nel testo, sembrava fosse contenuta anche quella che ripristina il taglio al 30% degli incentivi per le rinnovabili contenuti nelle bollette di luce e gas e la conferma dell'addizionale Irap su banche, assicurazioni e società finanziarie. Ma circa i tagli alle rinnovabili il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo ha smentito la notizia: "Non mi risulta - ha commentato - che nel testo della manovra inviata al Quirinale sia stata reintrodotta la norma che prevede il taglio del 30% di incentivi e agevolazioni relative alle forniture di energia elettrica".

"Nel testo definitivo della manovra finanziaria inviato al Quirinale non c'è nessun taglio degli incentivi per le energie rinnovabili" ha poi precisato il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani. "Il Cdm - ha proseguito Romani - ha convenuto sull'eliminazione della riduzione del 30% di tutte le agevolazioni e incentivi che oggi gravano sugli oneri di sistema presenti sulle forniture di energia elettrica e gas. Un
taglio che, come ho avuto modo di esporre nella seduta del Consiglio, non avrebbe portato benefici alla collettività, incidendo solo per un 3% sul totale del costo".

Fonti della Presidenza del Consiglio hanno poi fatto presente che l'articolo in questione, nel documento fatto pervenire al Colle, ha solo 9 commi, mentre i commi indicati dalle fonti per i tagli erano il 10 e l'11. I tagli agli incentivi sarebbe dunque spariti nella versione definitiva del testo.

Stangata sui depositi dei titoli - In arrivo inoltre una stangata sui depositi titoli. Il bollo che si applica alle comunicazioni relative al deposito di titoli può salire infatti fino a 380 euro se ha un ammontare complessivo a cinquantamila euro ed è gestito da una banca. L'importo varierà infatti in base al valore del "conto": dai 120 euro annuali per le comunicazioni di intermediari finanziari ai 150 per i conti inferiori ai 50 mila euro relativi a comunicazioni di depositi titoli presso banche, fino ai 380 euro annuali se si supera questa soglia.
Con la manovra arriva anche il superbollo per le auto di lusso: una sovratassa da 10 euro verrà applicata per ogni chilowatt di potenza oltre i 225.

Sforbiciata ai costi della politica - Per quanto riguarda i tagli ai costi della politica , i voli di Stato saranno limitati soltanto alle cinque massime cariche dello Stato, ossia al Presidente della Repubblica, ai Presidenti di Camera e Senato, al Presidente del Consiglio e al Presidente della Corte Costituzionale. Nell'articolo, si sancisce che le eccezioni a questa regola "devono essere specificatamente autorizzate, soprattutto con riferimento agli impegni internazionali e rese pubbliche sul sito della Presidenza del Consiglio dei Ministri, salvi i casi di segreto per ragioni di Stato". Nel capitolo "Tagli alla politica" si annuncia anche "un ulteriore taglio del 10%" al finanziamento dei partiti politici "cumulando così una riduzione complessiva del 30%". Gli stipendi dei politici inoltre verranno livellati agli standard europei e dal 2012 arriverà l'election day per accorpare più votazioni: che però non sarà valido per i referendum.

Stop al risarcimento del Lodo Mondadori - All'interno della manovra anche un provvedimento destinato a far discutere. Una norma inserita nella manovra economica potrebbe infatti sospendere l'esecutivit  del mega risarcimento di 750 milioni di euro a carico della Fininvest e a favore della Cir di Carlo De Benedetti, se fosse confermato in appello dai giudici di Milano il verdetto di primo grado sul Lodo Mondadori.
Si tratta di una modifica a due articoli del codice di procedura civile che obbliga il giudice, a differenza di quanto accadeva sinora, a sospendere l'esecutività della condanna nel caso di risarcimenti superiori ai 20 milioni di euro (10 in primo grado) dietro il pagamento di "idonea cauzione", in attesa che si pronunci in via definitiva la Cassazione.

Confindustria: "Ci aspettavamo di più" - Tiepido il commento della presidente di Confindustria Emma Marcegaglia. "Ancora non abbiamo una visione complessiva: la nostra idea che i tagli ci sono, qualcosa sulle pensioni e sulla spesa pubblica, sulla sanità e sul pubblico impiego ma ci aspettavamo di più  sulla parte della crescita, sulle liberalizzazioni", ha detto nel ommentare la manovra. "Naturalmente bisogna fare in modo - ha proseguito Marcegaglia - che l'entità complessiva sia di quei 47 miliardi di cui di dice perché questa è la necessità".

Molto duro invece il giudizio del segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, secondo la quale il testo della manovra è "l'ennesimo esempio della divaricazione che in Italia c'è tra la realtà e la politica fatta". "Si taglia - ha aggiunto - e non si pensa ad un prospettiva".

Ascolta le parole di Emma Marcegaglia


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