L'Internet delle cose passa anche dall'Italia

Lo specchio intelligente che riconosce il soggetto e lo informa sul suo stato di salute e i suoi appuntamenti - Credit: Reply
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Specchi intelligenti, sistemi di pagamento via cellulare, applicazioni per monitorare le prestazioni dell’auto: sono alcuni dei prototipi sviluppati dall’azienda torinese Reply. Come cambierà la nostra vita quotidiana grazie alle macchine intelligenti

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di Gabriele De Palma


Un frigo che parla con il cartoccio del latte e si accorge quando sta per scadere, una sveglia sensibile al traffico cittadino che anticipa l'orario di punta in automatico e ci evita di arrivare in ritardo al lavoro, la scatola nera dei veicoli che ne ottimizza l'uso suggerendo i percorsi meno intasati e permette di ridurre il costo dell'assicurazione in base all'effettivo uso del mezzo di trasporto. E ancora un contatore energetico intelligente che abilita il perfetto calcolo dei consumi eliminando quelli basati sulle stime del mese precedente che non sono mai esatti e comportano i conguagli nelle bollette successive. E in tutto questo l'utente non è altro che il beneficiario finale, più spettatore che attore protagonista.

Il futuro imminente delle telecomunicazioni prospetta un cambiamento sostanziale: a comunicare saranno soprattutto le macchine, non gli esseri umani. È il mondo della cosiddetta “internet delle cose”, abilitato da sistemi di comunicazione machine-to-machine (m2m) che sfruttano le diverse tecnologie di comunicazione in rete, dal vecchio Gsm al Wifi passando per tutto quello che sta in mezzo (Gprs, Edge, Umts). E se il numero di persone connesse alla rete è finito, quello delle macchine è potenzialmente infinito. Le previsioni degli analisti indicano una crescita costante nei prossimi anni: questo mercato avanzerà del 12 per cento annuo e nel 2013 dovrebbe velare oltre 200 miliardi di euro. L'Europa è il continente più evoluto per l'internet degli oggetti, e rappresenta da sola quasi la metà del mercato (43%). La commissaria europea per l'Agenda Digitale Neelie Kroes si sta attivamente interessando della nuova tendenza, preoccupandosi tra l'altro di importanti aspetti quali la sicurezza e la privacy dei dati che le macchine si scambiano.

In Italia ci sono alcune aziende che hanno precorso i tempi e si sono fatte trovare pronte all'appuntamento. Tra queste Reply, che dopo aver rilevato il centro di sviluppo torinese di Motorola (al centro di una protesta sindacale un paio di anni fa) l'ha trasformato in un hub per lo sviluppo di soluzioni m2m. I primi risultati sono stati mostrati recentemente in una due-giorni dedicata all'internet delle cose. Oggetti e applicazioni attualmente allo stadio dei prototipi, ma pronti di fatto a essere commercializzati. La gamma di soluzioni è varia, per tecnologie usate e oggetti a cui si adattano: dai moduli m2m da installare nella porta dati delle auto (che per legge devono avere dal 1996 in avanti) per controllare consumi e inquinamento, a sistemi per monitorare da remoto elettrodomestici vari, fino alla trasformazione di oggetti di uso quotidiano in sofisticati strumenti di rilevazione. Tra le cose più curiose c'è anche uno specchio magico che riconosce chi si para dinanzi e, collegato a periferiche altrettanto intelligenti, ne controlla il peso (suggerendo anche la dieta da seguire in caso di chili di troppo), l'ossigenazione del sangue, gli appuntamenti della giornata.

Tra le tante cose avveniristiche viste nell'esposizione ce n'è una già adottata. Si tratta di un sistema di pagamento via smartphone scelto da Banca Sella che permette di effettuare transazioni economiche via cellulare. Sfrutta un peculiare metodo di accredito basato sui QRcode, un codice a barre bidimensionale ugeneralmente tilizzato anche nelle bollette energetiche e su alcuni quotidiani, che lette da un sensore apposito, portano a una pagina web visualizzata sul display del telefonino.

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