Standard and Poor's: in Italia restano rischi sul debito

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Nonostante la manovra varata dal governo, secondo l'agenzia c'è una probabilità su tre che il rating possa essere tagliato entro i prossimi 24 mesi a causa della "crescita debole"

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Nonostante la manovra da 47 miliardi di euro varata dal governo (GUARDA LA SCHEDA), in Italia "restano rischi sostanziali per il piano di riduzione del debito, soprattutto a causa delle deboli prospettive di crescita". E' il giudizio di Standard and Poor's all'indomani del consiglio dei ministri che ha dato il via libera alle misure per il 2011-2014 che dovranno portare il nostro Paese al pareggio di bilancio.

Rischi per l'Italia - "Numerose delle misure annunciate, secondo la nostra visione, potrebbero avere un effetto benefico indiretto sulla competitività italiana", si legge nel comunicato di S&P. "Nondimeno, alla luce della debole crescita dell'Italia è nostra opinione che saranno necessarie riforme microeconomiche e macroeconomiche ben più sostanziali per incentivare gli investimenti privati e far coincidere i livelli salariali con la produttività".
L'agenzia sottolinea dunque che alla luce di tali considerazioni rimane una probabilità approssimativamente di uno su tre che il rating italiano possa essere tagliato entro i
prossimi 24 mesi, come riflesso dall'outlook negativo assegnato al paese.
"Senza tali misure riteniamo che il potenziale economico dell'Italia non si realizzerà. Ciò implicherà una creazione di ricchezza insufficiente per conseguire un significativo declino
del rapporto debito/pil", si legge nel comunicato.

Il piano del governo italiano è credibile - S&P riconosce che il piano del governo è "generalmente credibile", in particolare per quel che riguarda le misure di contenimento dei salari nella pubblica amministrazione e della spesa pensionistica. E un giudizio positivo viene espresso anche sul recente accordo tra Confidustria e sindacati confederali per la decentralizzazione delle trattative, definito un "importante primo passo verso la promozione della flessibilità dei salari".
Tuttavia l'agenzia nota anche come il governo possa essere stato eccessivamente ottimista sui risultati attesi dalla lotta all'evasione fiscale. "Riteniamo che il governo manterrà la sua impostazione fiscale restrittiva e risponderà ad ogni potenziale divergenza fiscale futura con misure addizionali" nota ancora S&P.

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