Accordo unitario su contratti e rappresentanza sindacale

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L' intesa siglata tra Cgil, Cisl e Uil e Confindustria fissa nuove regole mantenendo la centralità della contrattazione collettiva. Maggior peso ai contratti aziendali, che saranno - secondo Emma Marcegaglia - "più forti ed esigibili". LA SCHEDA

Accordo unitario sui contratti tra Confindustria e Cgil, Cisl e Uil, siglato nella serata di martedì 28 giugno. Soddisfatti imprenditori e sindacati, con la leader della Cgil Susanna Camusso che parla dell'apertura di una "stagione nuova" delle relazioni sindacali, all'insegna di una ritrovata unità.

Sì storico di Confindustria - Il sì della Cgil all'accordo Confindustria-sindacati su rappresentanza sindacale ed efficacia dei contratti segna infatti la svolta del ritorno ad una intesa unitaria nelle relazioni sindacali in Italia. "Si chiude la stagione delle divisioni", dicono la leader della Cgil Susanna Camusso, e la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, che usano le stesse parole quando, dopo oltre sei ore di confronto sul testo, punto per punto, virgola dopo virgola, il documento viene approvato in tarda serata con i leader di Cisl, Uil e Ugl.

Marcegaglia: contrattazione collettiva - Contratti aziendali "più forti ed esigibili": il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, sintetizza così l'obiettivo, nei fatti, dell'accordo raggiunto unitariamente con Cgil, Cisl, Uil e Ugl.

Si articola su otto punti l'accordo interconfederale. Ecco una breve sintesi.

Certificazione e rappresentatività, soglia 5% - Il primo punto stabilisce le regole della
rappresentanza. Vale il mix tra deleghe (certificate dall'Inps e trasmesse al Cnel) ed i voti nelle elezioni delle Rsu, da rinnovare ogni 3 anni. Per negoziare è necessario che il dato della rappresentatività per ciascuna organizzazione sindacale superi il 5% del totale dei lavoratori della categoria cui si applica il Ccnl.

Contratto nazionale resta la base - Al punto due le parti convengono che il "contratto collettivo nazionale di lavoro ha la funzione di garantire la certezza dei trattamenti
economici normativi comuni per tutti i lavoratori del settore ovunque impiegati nel territorio nazionale".

Contratti aziendali validi per tutti - Al punto tre, invece, si stabilisce che "la contrattazione collettiva aziendale si esercita per le materie delegate, in tutto o in parte, dal contratto collettivo nazionale di lavoro di categoria o dalla legge". I contratti aziendali sono "efficaci" per tutti i lavoratori e "vincolano" tutti i sindacati se approvati dalla maggioranza delle Rsu elette.

Clausole di tregua sindacale - Il quarto punto recita: "I contratti collettivi aziendali per le parti economiche e normative sono efficaci per tutto il personale in forza e vincolano tutte le associazioni sindacali firmatarie del presente accordo interconfederale operanti all'interno dell'azienda se approvati dalla maggioranza dei componenti delle rappresentanze sindacali unitarie elette secondo le regole vigenti".

Referendum con quorum al 50% - Un altro punto dell'intesa (il quinto) stabilisce tra l'altro che "i contratti collettivi aziendali approvati dalle Rsa (le Rappresentanza sindacali aziendali) devono essere sottoposti al voto dei lavoratori promosso dalle rappresentanze sindacali aziendali a seguito di una richiesta avanzata, entro 10 giorni dalla conclusione del contratto, da almeno una organizzazione firmataria del presente accordo o almeno dal 30% dei lavoratori dell'impresa. Per la validità della consultazione è necessaria la partecipazione del 50% più uno degli aventi diritto al voto. L'intesa è respinta con il voto espresso dalla maggioranza semplice dei votanti".

Contratti collettivi aziendali -
Sesto punto: "I contratti collettivi aziendali, approvati alle condizioni di cui sopra, che definiscono clausole di tregua sindacale finalizzate a garantire l'esigibilità degli impegni assunti con la contrattazione collettiva, hanno effetto vincolante
esclusivamente per tutte le rappresentanze sindacali dei lavoratori ed associazioni sindacali firmatarie del presente accordo interconfederale operanti all'interno dell'azienda e non per i singoli lavoratori".

Punto Fiat - Il settimo punto che indirettamente incide sulla questione Fiat, sostanzialmente sancisce l'efficacia dei contratti collettivi aziendali già conclusi con "intese modificative" del contratto nazionale sulla disciplina della prestazione lavorativa, degli orari e dell'organizzazione del lavoro. Più in generale, per il futuro, si affida allo strumento dei contratti aziendali la possibilità - pur non usando mai esplicitamente il termine deroghe - di indicare regole per "aderire alle esigenze degli specifici contesti produttivi" modificando il contratto nazionale.

Dal governo incentivi a contrattazione di secondo livello -
All'ottavo e ultimo punto, le parti affermano che con l'accordo "intendono dare ulteriore sostegno allo sviluppo della contrattazione collettiva aziendale per cui confermano la necessità che il Governo
decida di incrementare, rendere strutturali, certe e facilmente accessibili tutte le misure volte ad incentivare, in termini di riduzione di tasse e contributi, la contrattazione di secondo livello che collega aumenti di retribuzione al raggiungimento di obiettivi di produttività, redditività, qualità, efficienza, efficacia ed altri elementi rilevanti ai fini del
miglioramento della competitività nonché ai risultati legati all'andamento economico delle imprese, concordati fra le parti in sede aziendale".

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