Unione petrolifera: "Nel 2011 bolletta energetica record"

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L’associazione ha lanciato l’allarme: secondo le stime, la fattura che l’Italia pagherà quest’anno per far fronte al fabbisogno di luce e gas sarà di 63 miliardi di euro. E per il presidente De Vita dopo Fukushima le fonti fossili sono "insostituibili"

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Il 2011 segnerà un nuovo record storico per la bolletta energetica italiana, quella cioè che il Paese paga per far fronte al proprio fabbisogno di luce e gas. Secondo le stime dell'Unione petrolifera, la fattura complessiva supererà i 63 miliardi di euro - contro i 53,9 miliardi del 2010 - mentre la sola bolletta petrolifera salirà da 28,5 miliardi a circa 36 miliardi di euro, registrando anche in questo caso un massimo assoluto.

"Carbone e petrolio insostituibili" - Dopo lo shock di Fukushima e il ripensamento in atto in molti Paesi occidentali sull'energia nucleare - fino allo stop arrivato in Italia con il referendum - appare sempre più evidente "il ruolo insostituibile delle fonti fossili, petrolio, gas, carbone, in termini di disponibilità, versatilità, economicità e anche sicurezza". Lo ha sottolineato il presidente dell'Unione petrolifera, Pasquale De Vita, nel corso della sua relazione annuale. Per fronteggiare l'aumento della domanda di energia a livello internazionale, ha spiegato, le strade sono solo due: le rinnovabili, che però al 2035 "nella migliore delle ipotesi" arriveranno a coprire il 25% del fabbisogno, e i combustibili fossili. Per utilizzarli al meglio è però "necessario continuare negli sforzi già in atto nella ricerca di tecnologie che li rendano sempre più ecocompatibili", a partire dalla CCS, ovvero dal sistema di cattura dell'anidride carbonica.

"Aumentare la produzione di idrocarburi" - Per rispondere alla sfida energetica posta dalla crisi libica e da Fukushima, il governo si attende "un significativo contributo dalle produzioni nazionali di idrocarburi già a partire da quest'anno". Lo ha dichiarato il ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, all’assemblea dell’Unione petrolifera. Romani ha citato in particolare gli "sviluppi attesi in Basilicata, dove la produzione aumenterà di oltre 90.000 barili al giorno" Con l'aumento della produzione in Basilicata si punta così a raggiungere "il 7% del consumo nazionale". Il governo vuole fare in modo che si riducano "drasticamente" le scorte all'estero, "ma anche far diventare l'Italia un paese in grado di accogliere le scorte di petrolio degli altri paesi europei, con nuove prospettive di attività economiche accanto a quelle tradizionali della raffinazione e dello stoccaggio commerciale".

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