Crisi, l’Economist: l’Italia ha bisogno di un altro governo

La copertina dell'Economist. Il titolo: "L'uomo che ha fregato un intero Paese"
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In uno speciale dedicato ai 150 anni dell’Unità del Bel Paese, il settimanale britannico critica il premier Berlusconi: “E’ arrivato al potere con l’idea di essere un imprenditore di successo in grado di fare le riforme ma poi non le ha fatte”

"L'Italia ha tutte le cose che le servono per ripartire, quello di cui ha bisogno è un cambio politico e di governo". Ne è convinto John Prideaux, giornalista dell'Economist, che ne ha parlato presentando uno speciale sull'Italia del settimanale fatto in occasione dell’anniversario dei 150 anni dell’Unità del Bel Paese in edicola venerdì 10 giugno. La copertina del numero è dedicata al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.  "Non farò l'errore di predire la fine di Berlusconi - racconta nell’analisi che si intitola 'Oh for a new Risorgimento' (Per un nuovo Risorgimento) - ma arrivando qui, parlando con le persone si inizia a sentire un'aria nuova, la fine di un'era".

Secondo Prideaux "l'Italia ha un problema di produttività, ha bisogno di alcune riforme. Se guardiamo agli ultimi dieci anni e più, dimenticando tutti gli scandali, il 'Bunga Bunga', lo scontro con i magistrati, il problema è che sotto Berlusconi c'è stato un disastro da un punto di vista economico. Berlusconi è arrivato al potere con l'idea di essere un imprenditore di successo in grado di fare le riforme economiche, ma poi non le ha fatte”, ha aggiunto.

Nell’analisi del settimanale, vengono poi indicate alcune delle riforme ritenute più urgenti. "L'Italia deve rivedere l'organizzazione del lavoro, ci sono troppe corporazioni; deve fare una riforma giudiziaria, anche se non sono d'accordo con quella presentata è vero che i tempi della giustizia sono troppo lunghi; poi occorre affrontare il problema delle tasse, di minori oneri fiscali; infine la riforma dell'istruzione, quella secondaria e le università vanno migliorate nel medio periodo". Poi, un monito ai giovani italiani: nonostante la disoccupazione "i giovani italiani sembrano non essere così arrabbiati, così pronti a cambiare lo status quo".

Non è la prima volta che l’Economist critica il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il suo governo. Lo scorso gennaio, nel pieno dello scandalo Ruby, il settimanale britannico aveva paragonato il premier al personaggio del comico Antonio Albanese Cetto La Qualunque, definendolo “un animale da party”. Sempre sul processo che ruota intorno alla 18enne marocchina, in cui il premier è imputato per concussione e prostituzione minorile, l’Economist, in un lungo articolo, aveva definito il premier “il più maschilista dopo Mussolini”. Tornando un po’ indietro nel tempo, nel dicembre del 2009 c’era stato un altro durissimo attacco a Berlusconi dal titolo “Time to say addio” menzionando come possibili successori Fini, Casini e Bersani.
Nel 2001, invece, l'Economist aveva dedicato una copertina al presidente del Consiglio italiano titolando: Perché Silvio Berlusconi è inadeguato a guidare l'Italia. La cosa non piacque al Cavaliere che citò il periodico, per diffamazione a mezzo stampa. L'istanza fu rigettata dal tribunale e il premier fu obbligato a pagare le spese processuali.

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