Siniscalco: “Le parole di Marchionne rivelano frustrazione”

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Il presidente di Assogestioni ed ex ministro dell’Economia, intervistato a SkyTG24, commenta le dichiarazioni dell’amministratore delegato del Lingotto, che ha strigliato l’Italia a cambiare atteggiamento

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"A me pare che le parole di Sergio Marchionne rivelino una certa frustrazione nei confronti dell'ambiente italiano". Così Domenico Siniscalco, Presidente di Assogestioni (Associazione italiana del risparmio gestito) a SkyTG24, ha commentato le dichiarazioni dell’amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne che ha detto che “l’Italia deve cambiare atteggiamento”. Ospite de L'intervista di Maria Latella Siniscalco ha osservato: "Al di là delle lodi che Chrysler riceve negli Stati Uniti e delle reazioni che Fiat riceve in Italia, credo che contino i fatti oggettivi. Credo si debba vedere le condizioni con cui Chrysler può ristrutturare in America e quali sono le condizioni con cui Fiat può ristrutturare in Italia".

Tra i temi affrontati nell’intervista anche il fisco. "Oggi non credo si possa fare un taglio netto delle tasse. Credo che la linea tremontiana del rigore sia imperativa" ha detto l’ex ministro dell'Economia. E, rispondendo ad una domanda sul rilancio della riforma fiscale dopo la sconfitta alle amministrative del Pdl, ha aggiunto: "Il legame tra economia e politica è molto stretto. Quando la situazione è triste, di lenta crescita, la politica è molto vincolata". Per questo, Siniscalco non ritiene possibile un taglio ma si augura una "sforbiciata alle attuali agevolazioni perché c'è un carico troppo pesante sugli onesti e sui produttori. Poi c'è da intervenire sull'evasione e sistemare qualcosa sulle aliquote".

Infine, sul referendum del 12 e 13 giugno: "Voterò sì per l'abolizione del nucleare perché non sono un fanatico di sistemi complessi". E ancora: "Mi preoccupa gestire impianti così complessi rispetto alla fragilità del sistema. Immaginiamo che vuol dire evacuare Roma in tre ore". Siniscalco si è detto poi "favorevole a privatizzare l'acqua perché ad esempio, soprattutto al sud, i sistemi hanno moltissime perdite. Bisogna quindi privatizzare ma stando attenti ad evitare fenomeni di corruzione".

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