Chrysler, Obama tra gli operai: “Sono orgoglioso di voi”

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“L’industria auto è tornata” dice il presidente Usa in visita con Sergio Marchionne allo stabilimento a Toledo (in Ohio) all’indomani dell’annuncio del passaggio a Fiat del 6 per cento della casa di Detroit ancora in mano al Tesoro americano

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Chrysler ha restituito agli Stati Uniti "fino all'ultimo centesimo. A breve sarà al 100% in mani private. Non potrei essere più orgoglioso di quello che avete fatto. L'industria dell'auto è tornata: tutte e tre" le case di Detroit "creano ora occupazione ai ritmi più veloci dal 1990". Il presidente Barack Obama arriva a Toledo, in Ohio, nell'impianto Chrysler, in maniche di camicia stringe le mani agli operai che lo ringraziano per aver salvato il loro posto di lavoro e la casa automobilistica.
Sergio Marchionne, seduto in prima fila, ascolta il presidente, con il quale si è intrattenuto per un breve colloquio, dopo aver portato a casa, con anni di anticipo, il rimborso dei prestiti ai governi americano e canadese e l'accordo con il Tesoro per l'esercizio dell'opzione di acquisto del 6% per 500 milioni di dollari, con la quale Fiat diventa il maggiore azionista di Chrysler con il 52% e il Dipartimento guidato da Timothy Geithner esce dalla compagine azionaria. Fiat potrebbe salire di un ulteriore 5% entro l'anno se, come previsto, realizzerà nel quarto trimestre il terzo parametro previsto dal contratto siglato nel 2009.

Del risultato dell'accordo Marchionne è "contento": Chrysler è "finalmente indipendente". Ma, "come tutte le volte che si compra qualcosa, non si è contenti di quello che si paga", neanche per i suoi famosi maglioncini. L'accordo dà una valutazione complessiva di Chrysler di circa 8 miliardi di dollari, stima Marchionne precisando: "Non vedo benefici da un'ipo (offerta pubblica d’acquisto, ndr) nel 2011", il ritorno in Borsa di Chrysler non avverrà prima del 2012. "E' meglio attendere i risultati trimestrali dell'intero 2011 e un mercato migliore", aggiunge Marchionne.
A chi gli chiedeva se un'ipo fosse necessaria anche se Chrysler riuscisse prima ad acquistare le quote del Veba e del Canada, Marchionne ha detto: "La risposta tecnica è no. Fiat ha le risorse per acquistare la quota del Veba, ma non sta trattando". Il Veba - secondo indiscrezioni - potrebbe non uscire rapidamente da Chrysler, cercando di monetizzare al massimo la propria partecipazione nella società. Marchionne sta trattando anche con il Canada per acquistare l'1,7% in suo possesso. "Sono interessati". Il prezzo potrebbe essere stabilito in base all'accordo raggiunto con il Tesoro americano. Marchionne sta accelerando sull'unione di Fiat e Chrysler e sta definendo una squadra di 25 persone per la supervisione e gestione delle due società come unica entità. L'annuncio della squadra potrebbe arrivare in dicembre.

Obama difende a spada tratta il salvataggio di Detroit, che ha evitato una "caduta libera dell'economia", che con la crisi "ha perso 8 milioni di posti di lavoro". La ripresa ora è lenta: "Ci vuole del tempo per guarire e sulla strada della ripresa ci sono degli ostacoli", fra i quali il terremoto in Giappone e le agitazioni in Nord Africa. Obama non entra nel dettaglio dei dati della disoccupazione americana in maggio, che lasciano intravedere una possibile recessione, né nell'avvertimento di Moody's sul rating se non si agirà sul debito. Gli Stati Uniti devono "ricostruire la loro economia" e renderla più adatta alla nuova era. "Dobbiamo spendere meno e tagliare dove è possibile. I tempi, dal punto di vista del bilancio, sono duri".

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