Fincantieri, l'azienda ritira il piano degli esuberi

1' di lettura

L'annuncio è arrivato durante il tavolo con sindacati e governo, mentre centinaia di lavoratori manifestavano per le vie di Roma. L'ad Bono: "Spero di esorcizzare le tensioni". Romani: "Senza decisioni condivise nessun cantiere sarà chiuso". VIDEO E FOTO

Guarda le foto:
delle proteste contro il piano - degli scontri a Genova dei giorni scorsi

(in fondo all'articolo tutti i video sulla vertenza Fincantieri)

L'amministratore delegato di Fincantieri Giuseppe Bono, durante l'incontro con i sindacati e il governo, ha affermato di voler ritirare il piano da circa 2.500 esuberi annunciato nelle scorse settimane, che prevedeva la chiusura degli stabilimenti di Castellamare di Stabia e Sestri Ponente. 
"Ritiro il piano e spero che così  si possano esorcizzare le tensioni" ha detto Bono, secondo quanto riferiscono fonti sindacali. "Il piano presentato nei giorni scorsi non era una novità per nessuno - ha continuato - sono una persona che si assume le sue responsabilità, ma con gli attacchi subiti dal tutte le parti, da destra e sinistra, anche la mia forza viene meno".

La Fiom: "Un primo importante risultato" - "Senza una soluzione di ristrutturazione condivisa nessun cantiere della Fincantieri sarà chiuso" ha poi rassicurato il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani, al termine dell'incontro.
"Il ritiro del piano industriale da parte di Fincantieri è un primo importante risultato della mobilitazione dei lavoratori. Il primo passo indispensabile per proseguire un percorso di rilancio di un settore fondamentale per l'economia italiana". E quanto afferma invece il leader della Fiom, Maurizio Landini, al termine dell'incontro con il governo per commentare il ritiro del piano industriale da parte di Fincantieri. "In questo modo si scongiura il rischio di perdere migliaia di posti di lavoro ma ora l'impegno del governo, in questa vertenza, deve crescere sia per quel che riguarda gli investimenti diretti sia per quel che riguarda un'azione di stimolo per un intervento dell'Unione europea".

Le proteste e le manifestazioni - Fincantieri è una società cantieristica di proprietà di Fintecna, società del ministero del Tesoro.  La riunione col governo e i sindacati nella sede del dicastero di viale Boston all'Eur, ha subito un'interruzione a causa delle forti proteste da parte di alcuni dei circa 2mila lavoratori del gruppo arrivati nella capitale dalla Campania e dalla Liguria questa mattina (guarda le foto).  Particolarmente folta la presenza dai cantieri più colpiti come quello di Castellammare di Stabia. "Se Fincantieri chiude, muore Castellammare", lo slogan scandito dai manifestanti.
Al tavolo, convocato dal ministro per lo Sviluppo economico Paolo Romani, hanno partecipato, oltre allo stesso ministro, l'amministratore delegato del gruppo navalmeccanico Giuseppe Bono e, per le delegazioni sindacali, il segretario generale della Fiom Maurizio Landini e il segretario confederale della Cgil Vincenzo Scudiere, il segretario generale della Fim Giuseppe Farina e il segretario confederale della Cisl Luigi Sbarra, per la Uilm presente il segretario generale Rocco Palombella insieme al segretario confederale della Uil Paolo Pirani.  Presenti inoltre le delegazioni sindacali locali dalla Liguria alla Campania.

Leggi tutto