I paesi emergenti: no a una guida europea dell'Fmi

Christine Lagarde è una delle principali candidate alla guida dell'Fmi (Credits: Getty Images)
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Christine Lagarde si candidata a succedere a Strauss-Kahn. Ma Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica avevano già lanciato l'avvertimento: "Basta con convenzioni obsolete e non scritte, secondo cui il leader del Fmi deve essere un continentale"

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I paesi cosiddetti Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica), sollevano la propria voce e esprimono preoccupazione di fronte alla possibilità che sia di nuovo un europeo a guidare il Fondo Monetario Internazionale dopo le dimissioni di Strauss-Kahn, arrestato con l'accusa di violenza sessuale.

In una nota scrivono: "Siamo preoccupati per le recenti dichiarazioni pubbliche rese da alti funzionari europei sulla volontà dell'Europa di mantenere un loro membro al posto di direttore del Fmi. Diversi accordi internazionali hanno spinto perché ci sia un autentico processo trasparente basato su criteri di merito e di selezione competitiva del Managing Director del Fmi e delle altre posizioni di rilievo nell'organigramma delle istituzioni di Bretton Woods - proseguono - La situazione richiede l'abbandono delle convenzioni obsolete e non scritte secondo cui il leader del Fmi deve necessariamente essere europeo".

La loro dichiarazione arriva poche ore prima della conferenza stampa in cui è stato dato l'annuncio della candidatura del ministro delle Finanze francese Christine Lagarde per la direzione del Fondo monetario internazionale.

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