Sky-Current, non si scherza sulla libertà di espressione

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Andrea Scrosati, vicepresidente di Sky Italia, replica al comunicato diffuso dalla tv di Al Gore: "E' intollerabile che, soprattutto chi si presenta come paladino della libertà, dica spudoratamente il falso"

"E' intollerabile che, soprattutto chi si presenta come paladino della libertà, dica spudoratamente il falso". Così il vicepresidente di Sky Italia, Andrea Scrosati, replica al comunicato nel quale Current Tv sostiene tra l'altro che l'ad "Tom Mockridge ha eseguito un ordine preciso di Rupert Murdoch" decidendo di chiudere il canale fondato da Al Gore e Joel Hyatt.
"Non si può titolare un comunicato in quel modo - dice Scrosati - sostenendo tra l'altro di avere tutte le prove, quando poi non c'è una riga che dimostra quell'affermazione. Tutto questo non è accettabile. Nessuno ha mai chiamato Mockridge per chiudere il canale".
"Vorrei anche fare un'altra considerazione di ordine personale - aggiunge il dirigente di Sky - Il tema della libertà di espressione e del pluralismo nel sistema dei media è troppo importante per essere imbastardito in una trattativa commerciale, finalizzata a chiedere il 30% in più. Chi lo utilizza in maniera così strumentale in questo contesto se ne prende tutte le responsabilità, anche e soprattutto nei confronti di chi oggi sostiene Current".

"Il primo giorno Current aveva detto che gli ascolti erano cresciuti del 550% - aggiunge il vicepresidente di Sky - Oggi il direttore di Current, Tommaso Tessarolo, ammette nel suo blog su Il Fatto Quotidiano che se avessero raggiunto il target di 4500 spettatori avrebbero ottenuto il rinnovo automatico del contratto, ma fa sapere che hanno cambiato linea puntando sulla qualità e non sulla quantità. Ora ammettono anche che il contratto non è stato interrotto come avevano detto in un primo momento, ma che era arrivato alla sua naturale scadenza. Sostengono che la nostra offerta era di un milione, anche se in realtà era di due, e che raccoglievano un milione di euro di pubblicità. In realtà la pubblicità la reperiva Sky e nell'anno fiscale 2010 si trattava di 542 mila euro lordi. La cifra che arriva al cliente è del 60%: è facile capire che la nostra proposta di un milione di euro costituiva un incremento".

Secondo Current i documenti pubblicati dimostrano la volontà di Sky di interrompere il rapporto senza avviare alcuna trattativa. "Quando si fa una trattativa ci sono diversi scambi - precisa Scrosati - Possiamo dibattere se la tattica sia quella giusta. Se sia meglio partire in modo o in un altro, ma da che mondo è mondo è l'ultimo documento quello che vale, non il primo".

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