Sony, chiuso sito civetta: attacco alle carte italiane

La schermata del finto sito internet
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I pirati informatici hanno creato una finta pagina su uno dei server del colosso giapponese, preso ancora di mira. Lo scopo? Rubare i dati personali degli utenti con una operazione di phishing: "750 casi simili nel 2010", spiegano da Cartasì

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di Alberto Giuffrè

I pirati informatici continuano a prendere di mira Sony. Questa volta però l'obiettivo finale sono le carte di credito italiane. Niente a che vedere con il clamoroso attacco informatico al Playstation Network con cui un mese fa sono stati rubati i dati sensibili di decine di milioni di utenti in tutto il mondo.

L'attacco all'Italia -
Quella scoperta venerdì 20 è una classica operazione di phishing: alcuni cracker sono riusciti a creare su un server del colosso giapponese un sito civetta identico a quello di Cartasì (guarda la schermata in alto). Lo scopo? Mandare e-mail agli utenti italiani invitandoli a visitare il sito per inserire i propri dati personali e rubare così i numeri delle carte.

La segnalazione -
A rendere noto l'episodio è stata "F-Secure", società specializzata in sicurezza informatica. "Sappiamo che non si dovrebbe prendere a calci chi è già a terra", ha scritto sul suo blog Mikko Hyppönen, responsabile dei laboratori di ricerca, ironizzando sulle ultime vicende di Sony. Nel giro di poche il sito è stato chiuso ma, almeno per il momento, è impossibile sapere se qualche utente è cascato nella trappola.

Phishing e transazioni sospette: le cifre -
"Nel 2010 sono stati chiusi 750 siti uguali a quello di Cartasì - spiega Marco Cortellari, responsabile gestione rischi e di credito del gestore della Carta - Ma dell''episodio scoperto oggi non eravamo a conoscenza".
Ma se è più difficile monitorare i siti civetta, un lavoro più meticoloso viene fatto sulle operazioni: "Gestiamo 1 milione e 800 mila transazioni al giorno", prosegue Cortellari, tra questi lo 0,06 per cento è un tentativo di frode: Cartasì ne intercetta l'80%, il restante 20 finisce in estratto conto al titolare che le può contestare".

Come difendersi? -
In genere attacchi di questo tipo partono dall'estero ma capita a volte, che gli autori del reato si trovino nel nostro Paese. Solo nel 2010, tra phishing e clonazione di carte di credito, in Italia sono state arrestate 66 persone mentre 1240 sono state le denunce. Come difendersi? Il consiglio è sempre quello di cancellare e-mail in cui vengono richieste informazioni personali. Nel caso in cui si finisca nella trappola del sito civetta però è meglio bloccare la carta di credito. "Molto spesso - conclude Cortellari - il titolare prova un senso di vergogna. Ha paura di passare per sciocco. Ma chiamando il numero verde per bloccare la carte può mettersi subito al riparo da operazioni indesiderate e ottenere, eventualmente un rimborso".

Altro attacco alla Sony: "Rubati punti per un valore di 1225 dollari"-
Ma nella giornata di venerdì 20 Sony è stata oggetto di un altro attacco telematico. So-Net, il provider di servizi Internet di Sony in Giappone, ha avvertito gli utenti che un intruso è entrato nei suoi sistemi e ha rubato alcuni punti dei titolari di account per un valore di 1.225 dollari. "Abbiamo fermato gli scambi di punti So-Net e abbiamo detto agli utenti di cambiare le loro password", ha fatto sapere la stessa So-Net in un comunicato agli utenti sul suo sito web in giapponese. La società ha detto che non ci sono prove che altri account nel sistema online siano stati attaccati.

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