Draghi verso la Bce: designato all'unanimità dall'Eurogruppo

Mario Draghi, da Bankitalia in corsa verso la Banca centrale europea
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Jean-Claude Juncker conferma che il governatore di Bankitalia è il candidato destinato al via libera definitivo dei capi di Governo e di Stato dell'Ue il 24 giugno. Il caso Strauss Kahn e la successione all'Fmi restano aperti

La strada che porterà Mario Draghi da Palazzo Koch all'Eurotower è ormai spianata. "Draghi è un banchiere che ha a cuore l'euro, la sua costruzione, la sua integrazione non ancora conclusa. Riteniamo che abbia tutte le capacità per essere il degno successore di Jean-Claude Trichet", ha sottolineato il presidente dell'Eurogruppo in una conferenza stampa a Bruxelles. "La proposta dell'Eurogruppo verrà trasmessa alla presidenza ungherese dell'Ue - ha quindi spiegato Juncker - affinché l'Ecofin possa fare la designazione formale. Poi trasmetterò la proposta al Parlamento europeo in tempo perché il Consiglio europeo di giugno (del 24, ndr) adotti la decisione finale".
Quella del governatore di Bankitalia e presidente del Financial stability forum è stata l'unica candidatura per la presidenza della Bce giunta sul tavolo del presidente dell'Eurogruppo, Jean-Claude Juncker.  La suspense, però, era durata fino all'ultimo.

La situazione critica venutasi a creare ai vertici dell'Fmi - dopo il fulmine a ciel sereno dell'arresto del direttore generale dell'Fmi, Dominique Strauss-Kahn - ha alimentato molti rumor, tra cui quello di una possibile candidatura di Draghi alla guida dell'Fmi. Una vecchia idea che fino a qualche tempo fa girava soprattutto a Berlino, prima che la cancelliera Angela Merkel esprimesse il suo appoggio a Draghi per la Bce.
Bankitalia ha comunque voluto mettere subito a tacere le voci: il governatore "non è assolutamente interessato" a prendere il posto di direttore generale del Fondo Monetario Internazionale, ha assicurato una portavoce di Palazzo Kock.
Ora che i ministri dell'Eurozona hanno indicato Draghi per la presidenza della Bce, c'è  poco più di un mese prima del via libera definitivo da parte dei capi di Stato e di governo della Ue, che si riuniranno a Bruxelles il prossimo 24 giugno. Prima di quella data il presidente designato dovrà sottoporsi all'esame del Parlamento europeo, sia rispondendo a una serie di domande scritte degli eurodeputati, sia presentandosi in audizione davanti alla commissione affari economici e monetari.
L'insediamento sulla poltrona più alta dell'Eurotower, a Francoforte, è previsto quindi per il prossimo primo novembre. Anche se nelle ultime settimane erano girate voci su un possibile anticipo del passaggio di testimone tra Trichet e il nuovo numero uno della Bce, con la motivazione di accorciare i tempi della transizione in un periodo di crisi come quella attuale.

All'arrivo di Draghi è legata la permanenza nel board della Bce di un altro italiano, Lorenzo Bini Smaghi. La consuetudine vuole che nel Comitato esecutivo della banca centrale non ci siano due o più membri della stessa nazionalità. Bini Smaghi - il cui nome compare anche nella rosa di nomi dei possibili successori di Draghi alla Banca d'Italia - per il momento ha ribadito come il suo mandato "scade nel 2013, e ho in programma di continuare".

Intanto, la Ue si interroga anche su un'altra successione: quella a Dominique Strauss-Kahn alla guida dell'Fmi. Si vuole che il direttore generale resti un europeo, rispettando la tradizionale suddivisione: all'Europa l'Fmi, agli Usa la Banca Mondiale. "È giusto che sia così, visto che l'Europa è il principale contributore del Fondo", ha detto il ministro delle finanze belga, Didier Reynders. I nomi europei finora più gettonati sono stati quello del britannico Peter Mandelson, ex ministro del commercio internazionale ed ex commissario Ue, quello della ministra delle finanze francese, Christine Lagarde e quello dell'ex governatore della Bundesbank Axel Weber. Tra i vari rumor anche uno che riguarda l'ex premier inglese Gordon Brown.

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