Thyssen, Confindustria si scusa: "Applauso sbagliato"

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Il direttore generale dell'associazione degli imprenditori Giampaolo Galli definisce "inopportuno" il tributo degli industriali all'ad Espenhahn, condannato per omicidio volontario. Ma aggiunge, "le sentenze devono essere giuste, non esemplari"

Il direttore generale di Confindustria Giampaolo Galli si scusa, a nome della Confederazione, per l'applauso indirizzato all'amministratore delegato di Thyssen Krupp, condannato per omicidio volontario, sabato scorso all'assise di Bergamo, dalla platea degli imprenditori.

"Accettiamo le scuse perché non possiamo fare altrimenti, ma restiamo profondamente offesi da quell'applauso", per Rosina Platì, madre di Giuseppe De Masi, uno degli operai morti nel rogo della ThyssenKrupp, l'episodio non è chiuso. "Sbagliare è umano - argomenta Platì - e se ci chiedono scusa non possiamo fare altro che accettare, anche perché era il minimo che potessero fare. Però vorrei conoscere uno per uno coloro che hanno applaudito, perché li considero assassini al pari di Espenhahn. L'offesa che abbiamo subito non si cancella".

"L'applauso all'ad Di Thyssen - ha dichiarato Galli nel corso della trasmissione 'Coffee Break' su La7 - è stato sbagliato e inopportuno. Colgo l'occasione per chiedere scusa a nome di Confindustria ai familiari delle vittime e all'opinione pubblica che si è sentita colpita ed offesa". "Quell'applauso, però, va capito - ha aggiunto Galli - perché è spontaneo in una platea di imprenditori e perché le imprese sono preoccupate dall'estrema incertezza del diritto in Italia".

"Noi siamo i primi ad essere seriamente impegnati affinché non ci siano incidenti - ha detto ancora - noi abbiamo un impegno fortissimo sulla sicurezza sul lavoro. Un manager cerca di fare squadra con i propri dipendenti. Se non lavori insieme con gli operai non vai da nessuna parte. E un incidente sul lavoro può anche distruggere anni di lavoro fatto per creare una squadra".

"Le sentenze si rispettano", ha aggiunto, ma "ha detto lo stesso Guariniello (il pm del processo, ndr) che la sentenza era storica, un unicum, che accadeva per la prima volta al mondo". "Personalmente - ha poi detto Galli - credo che le sentenze non debbano essere esemplari, ma giuste".

L'applauso degli imprenditori a Harald Espenhahn ha scantenato un'ondata di polemiche.
"Quando l'ho saputo ho avuto un tuffo al cuore" ha detto Antonio Boccuzzi, sopravvissuto all'incendio.

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