Marcegaglia: "Sentenza Thyssen mette a rischio investimenti"

La presidente di Confindustria Emma Marcegaglia
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Il presidente di Confindustria difende anche la scelta di Fiat di uscire dal contratto nazionale: "Bisogna andare ancora più avanti". E a Berlusconi, che aveva criticato gli industriale, risponde: "Teniamo in piedi questo paese"

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Il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, chiude le Assise generali di Bergamo segnando chiaramente il percorso delle relazioni industriali, ponendosi al fianco della Fiat ma anche della Thyssen: a Torino, il 6 dicembre 2007, in un incendio nella sede della multinazionale dell'acciaio morirono 7 operai. Il suo amministratore delegato, Herald Espenhahn, è stato condannato a 16 anni e sei mesi per omicidio volontario. "E' stato considerato alla stregua di un assassino", dice Marcegaglia che definisce la sua condanna "un unicum in Europa" che in qualche modo mette anche "a repentaglio", "in gioco la sopravvivenza stessa del nostro sistema industriale" e rischia di allontanare gli investimenti esteri nel nostro Paese.

L'ad partecipa all'Assise e prende la parola, viene "molto applaudito", riferisce la stessa Marcegaglia, sottolineando al contempo "tutto l'impegno a favore della sicurezza sul lavoro". Lo scorso 17 aprile, all'indomani della sentenza, il presidente della Thyssen in Italia, Klaus Schmitz aveva auspicato "una riflessione sulle condanne" sottolineando: "Siamo regolarmente associati a Confindustria e abbiamo bisogno di avere garanzie per il nostro futuro". Oggi a chi gli chiede se è venuto a Bergamo per questo, l'ad risponde: "Certo". Sul fronte dei contratti e della Fiat e, quindi dei rapporti sindacali, Marcegaglia non usa giri di parole: "Possiamo avere aziende che decidono di sostituire con un contratto aziendale il contratto nazionale. Con le regole attuali di Confindustria è possibile farlo", afferma. E' il percorso intrapreso dalla Fiat con i contratti delle newco di Pomigliano e Mirafiori. "La volontà è di andare avanti sulla strada delineata con l'accordo interconfederale del 2009. Non c'è nessun ripensamento. Anzi, direi di andare ancora più avanti", aggiunge.

L'obiettivo è la maggiore produttività. Questo non vuol dire "che siamo interessati a dividere il sindacato. Anzi, tutto il contrario", sottolinea il leader degli industriali, rispondendo al segretario generale della Cgil, Susanna Camusso. "Noi - evidenzia - teniamo sempre la porta aperta". Allo stesso modo respinge il comportamento della Fiom, a suo giudizio inaccettabile: "Non contratta più. La sua via alle relazioni industriali è quella giudiziaria", afferma Marcegaglia riferendosi ai ricorsi presentati dai metalmeccanici della Cgil contro le newco del Lingotto e la disdetta del contratto dei metalmeccanici del 2008. "Voglio dirlo chiaro: saremo al fianco di ogni azienda sottoposta a questa strategia di aggressione giudiziaria", afferma ancora Marcegaglia. Mentre dalla Lega, il vice presidente del Senato Rosi Mauro annuncia "la riforma per istituire i nuovi contratti territoriali regionali. La Cgil dice sempre di no ma adesso anche la Cisl e la Uil parlano di contratti territoriali, è importante". E dall'opposizione, intanto, si leva la polemica sulle parole di Marcegaglia sulla Thyssen.

Ed al premier Silvio Berlusconi, che alle imprese ha detto di non chiedere solo ma di fare qualcosa, ribatte: "Lo facciamo tutti i giorni. Perché noi lo teniamo in piedi questo Paese. Contribuiamo per il 70% della crescita del Pil". Le assise di Bergamo segnano un cambiamento nel rapporto Confindustria-politica?. "In parte si"', dice la presidente degli industriali. Gli imprenditori sono pronti "anche a fare di piu"'. Anzi, "il feeling degli imprenditori e': ora facciamo piu' cose da soli. Perche le cose non arrivano o sono insufficienti". Cosi' Confindustria rilancia l'agenda delle priorita'. "Da mesi diciamo che il Paese deve ritornare a crescere". Le "poche cose" chieste al Governo partono dalla riforma fiscale, per alleggerire lavoratori e imprese, "anche a pressione fiscale invariata". E "l'Irap deve sparire". Perche' le imprese concorrenti in Francia, Regno Unito, Germania, Spagna, pagano "dal 20 al 50% di tasse in meno". Poi avanti con le semplificazioni: sono stati fatti "primi passi", ora "avanti". Bisogna aprire il cantiere delle liberalizzazioni, un fronte sul quale non sono stati fatti passi avanti ma "passi indietro", e "capire qual'e' l'impegno sulla ricerca".

In mattinata però il presidente di Confindustria ha dovuto anche affrontare le critiche dei delegati veneti e di quelli laziali.  Andrea Tomat, rappresentante degli industriali del Nord-est avrebbe chiesto più forza nell'azione politica di Confindustria, fino a far capire di sentirsi poco rappresentato da via dell'Astronomia. Mentre Aurelio Regina, presidente degli industriali laziali avrebbe incentrato il suo intervento sulla Confindustria del futuro, su cosa e come dovrebbe cambiare nel sistema associativo, nella sua forza e nel suo ruolo sui fronti esterni come governo e sindacato. "Quasi un programma, una piattaforma elettorale", commenta un imprenditore presente, ricordando che Regina, che può contare su un buon rapporto con Luca Cordero di Montezemolo, secondo i primi rumors potrebbe correre per la successione a Emma Marcegaglia, a maggio 2012.


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