Referendum alla ex Bertone, delegati Fiom per il "sì"

Gli operai della ex Bertone al voto per il referendum sull'investimento della Fiat
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I rappresentanti della Rsu hanno chiesto agli operai un voto favorevole alle condizioni poste dalla Fiat per investire nello stabilimento. "L'azienda non ci dividerà con un ricatto", spiega il responsabile del sindacato


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Dopo un’affollata assemblea della Rsu, a maggioranza Fiom, lunedì 2 maggio è iniziato nello stabilimento dell’ex Carrozzeria Bertone di Torino, oggi Officine Automobilistiche Grugliasco, il voto sulle condizioni poste dalla Fiat per realizzare nella fabbrica l’investimento da 550 milioni di euro per la produzione di un modello Maserati e per far partire il rilancio. All’assemblea hanno partecipato il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, il responsabile auto della Uilm, Eros Panicali, e il segretario della Fim torinese, Claudio Chiarle. Al termine della riunione i delegati della Fiom hanno chiesto ai lavoratori di votare “sì”. Le consultazioni continuano fino alle 18 del 3 maggio, l’esito si conoscerà in serata.

“Non ci faremo dividere – ha detto in assemblea il delegato Fiom Pino Viola – tra quelli che vogliono lavorare e quelli che vogliono difendere i diritti perché questa battaglia l’abbiamo iniziata tutti insieme e tutti insieme la vogliamo portare avanti. Non permetteremo a nessuno, tanto meno all’azienda, di scaricare su di noi la responsabilità di non fare l’investimento. Questo però non significa – ha precisato – che siamo in disaccordo con la Fiom, noi non condividiamo nulla di questo accordo, ma non vogliamo che le responsabilità ricadano sui lavoratori, che la Fiat vuole dividere”. Viola ha concluso dicendo che sarà necessaria “una verifica democratica con la rielezione della Rsu perché non si è riusciti a raggiungere l’obiettivo di un buon accordo che tenesse insieme lavoro e diritti”.

“Consideriamo quello della Rsu l’atto di legittima difesa di chi, sottoposto al ricatto, non vuole accettarlo. La Fiom ha ribadito all’assemblea, tra gli applausi, la sua posizione: il referendum è illegittimo e la Fiom andrà avanti sulla strada dei ricorsi”, ha commentato Maurizio Landini, segretario generale della Fiom, dopo la decisione dei delegati della ex Bertone di dare un’indicazione di voto favorevole per il referendum. “Quella dei delegati è una risposta straordinaria – ha detto ancora Landini che ha partecipato all’assemblea – a una situazione straordinaria. Il ricatto era doppio in quanto Marchionne ha detto chiaramente che, oltre a non fare l’investimento, avrebbe restituito l’azienda all’amministrazione straordinaria. La responsabilità di investire o di licenziare se la deve assumere Marchionne fino in fondo. Per quanto ci riguarda la posizione della Fiom ha avuto ampio consenso: questo accordo non lo firmiamo come non abbiamo firmato quelli di Pomigliano e di Mirafiori. Abbiamo presentato un ricorso perché consideriamo che questi siano anche elementi, che mettono in discussione le leggi del nostro Paese ed il contratto nazionale. Continuiamo a pensare – ha concluso – che prima la Fiat cambia idea e riapre la trattativa, meglio è”.

Soddisfazione da parte di Fim, Uilm e Fismic. “Siamo contenti – ha detto Eros Panicali, segretario nazionale auto della Uilm – perché le Rsu si sono espresse per il sì. Ora siamo più fiduciosi che si possa fare l’investimento”. “Finalmente – commenta Vincenzo Aragona del Fismic – hanno capito che non si può perdere l’investimento e che il referendum era a rischio”. “Le Rsu – spiega Margot Calliero, rsu Fim – avevano già fatto un verbale prima di oggi con scritto che se prevarrà il sì loro firmeranno l’accordo. Oggi hanno detto di votare sì ed è quindi una cosa molto importante. La sensazione è che il sì prevarrà, è importante vedere di quanto”.

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