A Milano negozi aperti il primo maggio. E' polemica

Negozi aperti il primo maggio
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E' la Festa dei lavoratori ma il capoluogo lombardo ha deciso di poter dare la possibilità ai commercianti di decidere se voler lavorare oppure no. Dura reazione della Cgil, mentre la Cisl dice: “I comuni devono decidere con i sindacati"

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Il primo maggio a Milano i negozi potranno restare aperti. L'assessore alle Attività produttive del Comune, Giovanni Terzi, ha annunciato di aver "firmato la richiesta di deroga all'obbligo di chiusura".
Secondo Terzi si tratta di un provvedimento "non solo utile ma necessario per la vita della nostra città”, tenendo conto dei turisti e degli eventi previsti a Milano, dalla trasmissione in piazza Duomo della Cerimonia di Beatificazione di Giovanni Paolo II, alla manifestazione per la Festa dei Lavoratori, a 'NavigaMI'. "Non è un atto contro qualcuno - ha spiegato - ma a favore del lavoro, per non perdere occasioni utili di crescita per un settore che ha troppo pagato il peso della difficile congiuntura economica". Saranno quindi i negozianti a decidere se tenere aperto o meno. La deroga è concessa a tutti gli esercizi pubblici, mentre i negozi fuori dal centro dovranno decidere se restare aperti il primo maggio o lunedì due ottobre. "Questo provvedimento risponde a precise richieste provenienti da diverse Associazioni di Categoria" ha sottolineato Terzi aggiungendo di sperare che "la proposta non venga accolta dalle solite trite polemiche e sterili opposizioni che abbiamo sentito in questi giorni. Ringrazio quelle forze sindacali che, a livello locale e nazionale, hanno colto gli obiettivi di questo provvedimento. Mi rammarico invece che Cgil persegua ancora oggi una battaglia così stantia e superata".

La Cgil- La decisione del Comune di Milano è stata duramente criticata dalla Cgil. "Colpisce che l'assessore Terzi abbia deciso di farsi la propria campagna elettorale sulla vicenda del primo maggio", ha scritto, in una nota, Onorio Rosati, segretario generale Camera di lavoro di Milano. "Definire 'stantia e superata' la festa dei lavoratori ed il conseguente desiderio di celebrarla con il riposo – ha continuato - appare francamente assurdo e mi auguro che i lavoratori milanesi sappiano tenerne conto". "Ancora una volta Terzi non si interessa realmente al tema di lavoro ma cerca strumentalizzazioni - conclude - Noi riconfermiamo il giudizio negativo su una decisione presa unilateralmente dal  comune di Milano e sottolineiamo che questo giudizio accomuna Cgil Cisl e Uil di categoria. Invitiamo quindi l'assessore Terzi ad evitare sterili contrapposizioni interne al sindacato".

La Cisl- "Chiedo ai sindaci di Firenze e di Milano di aprire un tavolo sull'apertura dei negozi nelle festività di tutto l'anno. A noi non ci interessano le polemiche, la legge ha liberalizzato ogni giorno di festività e la decisione è in capo ai Comuni. Ma i sindaci non sono l'Alfa e l'Omega, devono decidere con i sindacati e le organizzazioni di categoria". E' l'appello del segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni, che è intervenuto a margine del convegno del Siulp. "Bisogna capire quello che è indispensabile e quello che non lo è. Ci sono città turistiche e non turistiche, centri città frequentatissimi e periferie non frequentate, bisogna valutare caso per caso", ha aggiunto Bonanni. 


Il Terzo Polo, Palemeri- Di diverso avviso il presidente del Consiglio comunale e candidato sindaco alle prossime amministrative di Milano per il Terzo polo, Manfredi Palmeri, il quale parla di una decisione "giusta", anche se, osserva, "tardiva". "Com'è possibile che, a fronte di una festività tradizionale del calendario, di un dibattito che si è sviluppato pure negli scorsi anni e di specifiche esigenze anche in termini di eventi programmati, la decisione sia stata presa dal Comune soltanto 5 giorni prima?", si chiede. "L'ennesimo provvedimento dell'ultimo minuto, sul modello negativo, ad esempio, di regole e deroghe su temi ambientali, ha generato confusione e difficoltà organizzative tra i commercianti, artigiani e operatori, e incertezze tra i cittadini e nelle famiglie, che mancano di punti di riferimento chiari e prevedibili". "Milano deve essere più consapevole del proprio ruolo, guardando al futuro che vuole costruire e slegandosi da ritmi e tempi che appartengono al passato - conclude - Non possiamo certo obbligare i negozi a rimanere aperti, ma dobbiamo favorire senza paura e senza incertezze ogni segnale culturale di modernità, in un percorso vicino a quello di altre metropoli del mondo".

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