Tremonti: "Non possiamo abbassare la guardia sul bilancio"

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In un'intervista a Repubblica il ministro dell'Economia ribadisce: "Non ci sono alternative alla politica di rigore fiscale". E sugli attacchi giunti dai colleghi di governo minimizza: "Non vedo complotti. Berlusconi è insostituibile"

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"Noi sui conti pubblici non possiamo abbassare la guardia: abbiamo un sentiero di rientro, che ci deve portare al pareggio di bilancio nel 2014 e alla riduzione del debito pubblico. Da quello non si può uscire. Non esiste la fase due senza la fase uno". Sono le parole del ministro dell'Economia Giulio Tremonti che in un'intervista a Repubblica ribadisce: la "politica di rigore fiscale non è temporanea" e non ha "alternative negli anni a venire".

L'obiettivo, spiega il ministro, resta quindi "il sistematico incremento del surplus primario" e la "progressiva riduzione del debito pubblico". Secondo il quadro macroeconomico aggiornato con il Documento di economia e finanza, l'Italia non prevede nuove manovre correttive tra 2011 e 2012 e ha in programma un intervento da 2,3 punti percentuali di Pil sul deficit nel biennio 2013-2014 per raggiungere il pareggio di bilancio.

Nel'intervista Tremonti sminuisce l'attacco giunto nei giorni scorsi dal collega di governo Giancarlo Galan, che lo ha accusato di aver commissariato il governo. "Mi creda, è stata un'iniziativa estemporanea, che non aveva nulla di strutturale ma molto di personale. Non l'ho letta come una manovra contro di me, autorizzata o addirittura ispirata dal presidente del Consiglio", dice Tremonti.

Tremonti dice di non sentirsi "in pericolo" come nel 2004, quando fu costretto a dimettersi per i contrasti con gli allora alleati di governo Gianfranco Fini e Marco Follini, ed esclude "cospirazioni" contro Berlusconi, che definisce "insostituibile".

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