Strauss-Kahn: "Gli aiuti a Parmalat sono contro l'Europa"

Il direttore del Fmi Dominique Strauss-Kahn
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Il direttore del Fondo Monetario Internazionale critica le misure di Tremonti contro la scalata francese al gigante di Collecchio: "Non ci possono essere limiti tra gli stati membri della Ue". Sulla crisi in Spagna: "Madrid non avrà bisogno di aiuto"

Le misure che il governo italiano ha preparato per difendere Parmalat dalla scalata dei francesi? "Sono contro le regole dell'Unione Europa". E' questo il giudizio tranciante di Dominique Strauss-Kahn, direttore del Fondo Monetario Internazionale (e papabile futuro candidato socialista all'Eliseo) sulle misure che ha in serbo Tremonti per impedire l'acquisizione dell'azienda di Collecchio da parte di Lactalis. In una triplice intervista concessa a La Repubblica, El Pais e il Washington Post, il politico francese "prestato" all'istituzione finanziaria, parla a trecentosessanta gradi sulle possibilità di uscire definitivamente dalla crisi. E riguardo alle tentazioni protezionistiche italiane ribadisce che "è finito il tempo in cui ogni paese poteva cercare soluzioni nazionali a problemi globali".

Rispetto alla possibile decisione della Bce di alzare i tassi di riferiemento dall'attuale minimo storico su cui è fermo dal maggio 2009, Strauss-Kah si dice convinto che "la Bce farà quel che ritiene giusto in vista del suo obbiettivo di inflazione". "Certo un aumento dei tassi non aiuterà la crescita - continua il francese - ma non credo che il cambio sia in ostacolo di rilievo. La Germania è la prova che si può essere competitivi anche a 1,40/1,60" [euro contro dollaro]. Sull'inflazione il numero uno ritiane che sia "una grande minaccia per i Paesi emergenti, ma che non rappresenti un grande rischio per i paesi sviluppati". I tassi di cambio, dice ancora, non devono essere usati come pretesto per evitare di prendere i necessari aggiustamenti. Sulla crisi del debito europeo, Strauss-Kahn sostiene che "gran parte del problema dipende dal fatto che i Paesi dell'eurozona non dispongono di strumenti collettivi di governo. D'altra parte questo e' anche un problema di leadership".

Un'attenzione particolare viene data alla situazione di Spagna e Portogallo. Madrid, nell'opinione di Dsk, come è chiamato in Francia, non avrà bisogno di prestiti internazionali, mentre Lisbona dovrà dimostrare ai suoi creditori che è in grado di prendere le misure necessarie per risanare la sua economia. A preoccupare i mercati, secondo il direttore del Fmi, non è tanto il debito pubblico portoghese, quando il suo debito privato. Sulla possibilità, infine, che si candidi alle prossime presidenziali francesi nel 2012, Dominique Strauss-Kahn ha glissato con una battuta: "Mi ha fatto tante domande sull'economia globale, ce n'è abbastanza per riempire la mia giornata".

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