Generali, Cesare Geronzi si dimette

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Dopo solo un anno il banchiere romano lascia la guida del gruppo triestino. Dal cda era già pronta una lettera di sfiducia firmata anche da Mediobanca. Alla notizia il titolo è volato in Borsa. Marcegaglia: "Non me l'aspettavo"

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La resa dei conti è arrivata a mezzogiorno del 6 aprile, prima ancora che iniziasse il consiglio di amministrazione straordinario. Cesare Geronzi si è dimesso dalla presidenza di Generali dopo che un gruppo di consiglieri aveva manifestato l'intenzione di presentare una mozione di sfiducia nei suoi confronti. Secondo le notizie filtrate dal palazzo di piazza Venezia sarebbero stati una decina, sui 17 totali, i consiglieri pronti a firmare il documento di sfiducia. Tra questi ci sarebbero anche i due consiglieri di Mediobanca, principale azionista del Gruppo con il 14%. Il banchiere romano era salito alla guida del gruppo triestino lo scorso aprile, prendendo il posto di Antoine Bernheim.
La notizia delle dimissioni ha avuto un effetto immediato in Borsa, dove il titolo è schizzato fino al 4,7% per chiudere a +2,97%.
Il nuovo presidente sarà nominato venerdì 8 aprile durante un consiglio di amministrazione.
Seondo indiscrezioni, il futuro presidente potrebbe essere Gabriele Galateri, ex numero uno di Mediobanca e attualmente al vertice di Telecom Italia.

"Chiunque sia parte del mercato non può che recepire positivamente questa decisione, il +5% del titolo parla da solo". Guido Giubergia, presidente della società di investimento Ersel e del comitato governance di Assogestioni, ha commentato così la notizia e ha poi rivendicato il ruolo nel consiglio delle Generali dei membri indipendenti nominati da Assogestioni.
Nessun commento dall'ad di Eni, Paolo Scaroni: "Parlo già tanto di Eni figuratevi se ho voglia di parlare di Generali", ha affermato. No comment anche dal presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo, Giovanni Bazoli: "Non faccio commenti, sarebbe scorretto perché è 'res inter alios acta', avvenuta tra altri soggetti. Sarebbe inopportuno dare un giudizio prima di conoscere le cose e inoltre si tratta di una società quotata e di un nostro importante azionista". Sulla stessa linea l'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera. "Mi sembra giusto non fare commenti", si è limitato a dire al termine della conferenza stampa.

La presidente di Confindustria si è invece detta sorpresa: "Francamente non me l'aspettavo". Per Marcegaglia ora è necessario "gestire bene e tutelare Generali, azienda a maggiore capitalizzazione italiana e completamente internazionale. E' importante mettere al centro dell'attenzione di tutti - ha aggiunto - la valorizzazione e la buona gestione dell'azienda". Per il presidente del Friuli Venezia Giulia, Renzo Tondo, le dimissioni di Geronzi, che "dovrebbero essere respinte", "giungono inattese nonostante fosse evidente dalle notizie di stampa di queste settimane che la divisione interna tra i soci e il Cda fosse molto elevata".

Nessun commento sulla decisione di Geronzi da parte del ministro dell'Economia Giulio Tremonti: "Per quanto riguarda una società quotata a Borsa aperta non mi sento di poter dire nulla". All'uscita dal cda il vicepresidente di Generali, Vincent Bollore' ha dichiarato: "Tutto bene, tutto bene: sono ancora vicepresidente", Cesare Geronzi si è dimesso dalla presidenza delle Generali. La decisione arriva dopo che in mattinata si era parlato di una lettera, firmata da diversi consiglieri, con la richiesta delle dimissioni. Tra i firmatari anche l'amministratore delegato di Mediobanca Alberto Nagel e il direttore generale della banca, Francesco Saverio Vinci. Mediobanca è la principale azionista del gruppo triestino con il 14%. Di fronte alla discesa in campo della stragrande maggioranza dei consiglieri Geronzi ne ha tratto le conseguenze e ha deciso il passo indietro. La carica di presidente sarà assunta, probabilmente, ad interim dal vicepresidente Francesco Gaetano Caltagirone.


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