Draghi sempre più lanciato verso la Bce

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La stampa straniera incorona il presidente di Bankitalia come futuro capo della Banca Centrale Europea. "Il suo passato in Goldman Sachs non nasconde nulla di sinistro" sostiene la Reuters

Mario Draghi diventa il grande favorito nella corsa a succedere Jean-Claude Trichet alla presidenza della Bce e nemmeno il suo passato nella banca d'affari Goldman Sachs può essere più considerato un ostacolo verso la meta. E' quanto afferma Reuters, spiegando che i trascorsi del governatore di Bankitalia con il colosso finanziario di Wall Street non nascondono nulla di "sinistro". Il ruolo principale di Draghi a Goldman era quello "di conquistare nuovi clienti attraverso i suoi tanti contatti", scrive Reuters, citando fonti che al tempo lavoravano col governatore.

"E uno dei migliori banchieri che ho conosciuto a Goldman", ha raccontato una delle fonti. "Bravissimo, molto intelligente, ha sempre operato con onestà e correttezza", ha sottolineato la stessa fonte. "Credo che nessuno possa accusare Draghi di qualcosa in particolare durante la sua permanenza a Goldman", ha detto a Reuters l'analista di Citibank Giada Giani. "E' solo che oggi l'investment banking è associato con la crisi finanziaria, i mutui subprime e troppi rischi", ha aggiunto l'analista, spiegando che l'esperienza di Draghi con la banca Usa dovrebbe essere invece considerata un asset perché gli ha fatto capire come funzionano i mercati finanziari, cosa che molti politici ignorano.

Dopo la sorprendente uscita di scena del presidente della Bundesbank Axel Weber, il governatore di Bankitalia è emerso come il candidato più forte per sostituire Trichet al timone dell'Eurotower rispetto ad altri rivali come l'olandese Nout Wellink, e i tedeschi Klaus Regling, responsabile del fondo salva-Stati Efsf, e Juergen Stark, ex vicepresidente della banca centrale tedesca e attuale membro del Comitato esecutivo della Bce. Tuttavia i critici di Draghi hanno storto il naso davanti all'eventualità di mettere la gestione della moneta unica nelle mani di un rappresentante dell'Europa mediterranea e per di più di un paese tradizionalmente "indisciplinato" sul fronte conti come l'Italia. Non potendo però puntare sfacciatamente sulla sua carta d'identità, i più accaniti detrattori si sono appesi al suo passato a Goldman per cercare di sbarrargli la strada per Francoforte. Ma, sostiene Reuters, da Goldman Sachs non salterà fuori "nessuna pistola fumante" per assestare il colpo mortale alle speranze del numero uno di Bankitalia di diventare il prossimo governatore della Banca Centrale Europea.   

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