Draghi: "La mafia frena l'economia e minaccia la democrazia"

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Il governatore della Banca d'Italia: "In Lombardia l'infiltrazione delle cosche avanza. La criminalità orgnanizzata può sfibrare il tessuto di una società". VIDEO

La criminalità organizzata di stampo mafioso avanza al Nord, aggredisce le imprese, frena la crescita e minaccia la democrazia.
Con queste parole il governatore della Banca d'Italia lancia il suo allarme antimafia davanti agli studenti dell'Università di Milano e al fianco del fondatore e presidente dell'Associazione "Libera, nomi e numeri contro le mafie", don Luigi Ciotti.
Un allarme che desta maggiore preoccupazione se si pensa che "in Lombardia - ha spiegato Mario Draghi - l'infiltrazione delle cosche avanza" e non a caso "le denuncie per associazione a delinquere di stampo mafioso si sono concentrate fra il 2004 e il 2009 per quattro quinti nelle province di Milano, Bergamo e Brescia".

Insomma, la "criminalità organizzata può sfibrare il tessuto di una società, può mettere a repentaglio e attentare la democrazia, frenarla dove debba ancora consolidarsi". "Nel nostro Mezzogiorno - ha aggiunto il governatore - le organizzazioni di stampo mafioso spiccano per longevità storica, radicamento territoriale, capillarità".
Al tempo stesso il numero uno di Palazzo Koch ha avuto modo di ricordare che in regioni come la Puglia e la Basilicata, a causa del contagio della criminalità organizzata "nell'arco di trent'anni" e come se avesse "registrato una perdita di Pil di 20 punti percentuali" a causa di minori investimenti privati.
E tutto questo, analizzato nell'ottica del dopo crisi, potrebbe pesare sulla ripresa dell'economia nazionale. "Non poche imprese, che hanno visto drammaticamente ridursi i flussi di cassa e il valore di mercato, sono divenute più facilmente aggredibili dalla criminalita"', ha ricordato il governatore.

E per questo bisogna "contrastare le mafie, la presa che esse conservano al Sud, l'infiltrazione che tentano al Nord" in modo da "rinsaldare la fibra sociale del paese ma anche a togliere uno dei freni che rallentano il cammino della nostra economia".
Infine qualche numero sull'antiriciclaggio. Il governatore ha spiegato che il "sistema finanziario italiano si sta gradualmente conformando alla disciplina: siamo passati da 12.500 segnalazioni nel 2007 a 37.000 lo scorso anno, con una dinamica in accelerazione. Professionisti e altri operatori sono meno solerti: i potenziali segnalanti avvocati, notai, commercialisti, sarebbero diverse centinaia di migliaia, ma nel 2010 sono pervenute solo 223 segnalazioni".

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