Confidustria, lo shock petrolifero può rallentare la ripresa

Confindustria, il rialzo del prezzo del petrolio potrebbe incidere sul pil nazionale
1' di lettura

Durante l'audizione alla Commissione bilancio della Camera, il dg di Viale dell'Astronomia ha sollevato preoccupazioni riguardo al notevole rialzo del prezzo del petrolio che potrebbe comportare un abbassamento del pil dello 0,7%. GUARDA IL VIDEO

Guarda anche:
SPECIALE MEDITERRANEO
Frenano gli acquisti delle case. Al Sud -11%

Lo shock petrolifero "rischia di rallentare sensibilmente la ripresa nei paesi avanzati". L'analisi è di Confindustria oggi nel corso di un'audizione alla Commissione bilancio della Camera. Uno shock "dovuto a ragioni geopolitiche", come ha spiegato il direttore generale Gianpaolo Galli, che se perdurasse, con un prezzo di 115 dollari al barile, "può comportare un livello del Pil italiano minore di circa lo 0,7% in due anni". Nella medesima direzione agirebbero i rincari delle altre materie. Una situazione su cui peserebbero anche i previsti aumenti dei tassi. "Gli effetti recessivi derivanti dalle materie prime possono essere aggravati dai rialzi dei tassi di interesse annunciati dalle autorità monetarie e dal conseguente apprezzamento del cambio dell'euro",  aggiunge Galli.

In Italia serve "una riflessione seria e condivisa sulle strozzature che ostacolano la crescita del nostro Paese e sulle politiche che possono e devono essere messe in campo per tornare ad essere competitivi in Europa e nel mondo", sottolinea il direttore generale di Confindustria. Lo scenario della crisi illustrato ai parlamentari da Giampaolo Galli indica una ripresa globale che ad inizio 2011 "ha dato nuovi e ancor più convincenti segni di rafforzamento e diffusione, con il coinvolgimento delle principali economie avanzate, a cominciare da Stati Uniti e Germania".
In questo contesto "anche in Italia si osservano segnali più decisi di accelerazione, soprattutto dell'industria manifatturiera, con una significativa riduzione della cassa integrazione, anche se rimane ampio il divario di crescita con le altre nazioni, divario esistente prima della crisi e che si è confermato da quando a metà 2009 la ripresa globale è cominciata".


Leggi tutto