Ren Ren, il Facebook cinese all'assalto di Wall Street

Renren, il social network cinese che prova a prendere Facebook in contropiede
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Mentre la creatura di Zuckerberg cerca un modo per inserirsi all'interno del più grande mercato Internet al mondo e tentenna sulla discesa in Borsa, il suo omologo cinese è pronto a scavalcarlo e quotarsi proprio negli Usa. Analisi di un successo

di Simone Pieranni

Mentre il mondo dell'Internet si interroga sul reale valore di Facebook, e si chiede in che modo il colosso di Zuckerberg riuscirà ad entrare nel mercato cinese, il primo social network a muovere verso una straordinaria quotazione in Borsa negli Usa sarà probabilmente un suo rivale del Celeste Impero, Renren. Conosciuto come il Facebook cinese, il servizio di proprietà della società Oak Pacific punterebbe infatti ad uno sbarco a Wall Street entro l'anno nella speranza di raccogliere 500 milioni di dollari da investitori internazionali che credono nello sviluppo del Web all'ombra di Pechino. Tra i sui suoi advisor ci sono Deutsche Bank, Morgan Stanley e Credit Suisse.

Come funziona, da dove viene e quali caratteristiche ha questo servizio deciso a sfidare Facebook a casa sua, almeno per quanto riguarda la competizione a colpi di listini? Creato nel 2005 da tre cinesi laureati all'Università di Delaware, Renren ha toccato nel 2010 quota 160 milioni di utenti registrati. Letteralmente “il social network di tutti”, da tempo ormai costituisce uno degli strumenti più usati dalla comunità online del Celeste Impero, la più grande al mondo con i suoi 450 milioni di utenti.

Nato con il nome di Xiaonei, il sito si sviluppa inizialmente con lo stesso spirito del Facebook descritto dal film The Social Network: offrire agli studenti un sistema di interazione online, in grado di creare fenomeni di community virtuale. Nel 2009 il cambio del nome in Renren (letteralmente “tutti”) a testimoniare un passaggio su più ampia scala da parte dei suoi ideatori. In realtà Renren, al contrario di altri social network cinesi, come ad esempio Kaixin, la Rete della Felicità, continua ad essere riferito ad un pubblico di studenti, mentre altri Facebook locali cercano di sfondare tra i colletti bianchi, la nuova classe media cinese. “Armonizzato”, ovvero censurato, con un controllo molto intenso sui propri contenuti e con il consueto segreto e mistero tutto cinese sui propri numeri reali in termini economici, Renren costituisce un passatempo obbligatorio in qualsiasi casa, ufficio o college. Per uno straniero che vive in Cina, specie se come studente, la socialità si muove intorno a Renren: non solo perché Facebook è censurato ma soprattutto perché Renren sembra mettere a disposizione più strumenti social rispetto alla creatura di Zuckerberg.

Non sono pochi gli articoli dal titolo “Perché Renren è meglio di Facebook” sulla rete cinese. Secondo molti user mentre Facebook spingerebbe ad una condivisione massiccia, Renren favorirebbe invece la produzione di contenuti propri attraverso strumenti di videoscrittura, rendendo più ampia e colta la discussione online, sottolineata anche da una migliore organizzazione dei forum, delle discussioni che favoriscono link diretti con chi veramente è accomunato da interessi e opinioni simili.

Chiacchierare meglio, ma anche verificare in modo più preciso e costante chi visita il proprio profilo, con strumenti di analisi di numeri più sofisticati dei “Like” di Facebook. Esiste in Renren una barra di navigazione che indica chi ha visitato il proprio profilo, con tanto di foto. Come suggerisce un utente straniero innamorato del servizio, “sarà anche una violazione della privacy, ma aiuta, specie con le ragazze!” Infine Renren sembra andare incontro alla timidezza supposta dei cinesi in rete e consente di "stringere la mano", rispondere, naturalmente, e anche “sussurrare”.

Anche grazie a queste caratteristiche che lo rendono attraente ai cinesi, Renren rischia di togliere il primato a Facebook come primo social network ad andare in borsa. Sul fronte interno, la notizia circa la possibile scalata di Wall Street è stata leggermente attenuata in patria dalle vicende legate alle rivoluzioni dei gelsomini e dall'appuntamento politico dell'Assemblea Nazionale. Tuttavia, la mossa va incontro all'ansia di soft power, più volte espressa dal governo di Pechino. La potenza economica del Dragone ormai tenta di dispiegarsi al di là dei propri confini, portando all'estero non solo produzione a basso costo, ma anche i prodotti di quello che viene definito brainpower. Si tratta di un passaggio epocale di cui Renren potrebbe essere il primo tassello (senza considerare il fallimento di trattative di acquisto da parte dei cinesi di colossi dell'editoria americana come Newsweek).

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