L’Italia non è un paese per donne: lavora solo una su due

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I dati dell’Eurostat, resi noti in vista dell’8 marzo, delineano un quadro allarmante: il tasso di occupazione femminile è tra i più bassi dell’Ue. E la situazione peggiora nel caso di mamme con uno o più figli

Il tasso di occupazione femminile in Italia è tra i più bassi d’Europa. E la percentuale scende notevolmente nel caso di mamme con uno o più figli. In prossimità della Festa delle donne l’Eurostat ha reso noto i dati sul lavoro rosa. Numeri che delineano un quadro allarmante dal quale il popolo delle donne vuole ripartire. Il movimento Se non ora quando, che lo scorso 13 febbraio ha portato in piazza oltre un milione di persone per difendere la dignità femminile in risposta allo scandalo del Rubygate, è ora pronto a dar vita a una nuova giornata di mobilitazione che abbia, come tema centrale, proprio il lavoro.

Che “l’Italia non sia un Paese per donne”, come denuncia il comitato Se non ora quando, lo dimostrano proprio i dati resi noti dall’ufficio europeo di statistica. Il tasso di occupazione delle donne senza figli tra i 25 e i 54 anni in Italia è pari al 63,9% contro il 75,8% della media Ue. Solo Malta fa peggio con il 56,6%. In Germania il tasso sale all'81,8% e in Francia al 78,7%. La situazione non cambia, anzi peggiora, per le mamme con un figlio: nel nostro Paese, ancora penultimo della lista prima di Malta, ha un lavoro solo il 59% contro la media Ue del 71,3%. Quando i figli diventano due la percentuale delle donne con un’occupazione scende al 54,1% (nella Ue al 69,2%), al 41,3% quando i figli diventano tre o più (contro una media Ue del 54,7%). Al contrario ha un lavoro l'87,7% degli uomini italiani che hanno tre o più figli contro una media Ue dell'85,4%.

Una penalizzazione segnalata anche dal consorzio interuniversitario Almalaurea. A cinque anni dalla laurea la distanza tra uomo e donna supera i 9 punti percentuali: lavorano 86 uomini su centro contro 77 donne. Non solo. I maschi guadagnano più delle loro colleghe: i primi riescono a mettersi in tasca 1.519 euro al mese, le seconde 1.167.

Altro tema che si sposa perfettamente a quello del lavoro è la difficoltà per le donne di entrare in politica. Nel nostro Parlamento italiano siedono 191 donne su 945 rappresentanti. Nei comuni tra i 118 mila amministratori comunali italiani le donne rappresentano il 18,2% del totale, gli uomini l’81.1%. Ma c’è un’eccezione che sembra confermare la regola. Si tratta di un piccolo paese dell’Emilia Romagna dove comandano le donne. Si chiama Sant’Agata Bolognese ed è l’unico Comune in Italia governato dal 2009 da una giunta tutta al femminile. Un paese con servizi che ogni mamma sognerebbe: come gli asili nido aperti dal primo mattino al pomeriggio inoltrato e senza liste d’attesa. Un caso unico in Italia al quale dedica un ampio articolo Repubblica.

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