Palermo, la città dei beni confiscati alla mafia

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Nel capoluogo siciliano si trova poco meno di un quinto del patrimonio sequestrato a Cosa Nostra. Seguono Reggio Calabria, Roma e Milano. A rilevarlo, l'Agenzia nazionale creata dal governo nel 2010. LEGGI I DATI

Sono 830 i Comuni italiani che ospitano nel proprio territorio almeno un bene confiscato alla criminalità organizzata, 12 ne hanno più di 100.
In testa alla classifica Palermo, che con 1.870 beni è al 18,9% del totale. Seguono Reggio Calabria (220), Roma (193), Milano (184), Bari (113) e Napoli (109). E con gli ultimi 54 beni destinati salgono a 427 i beni destinati da maggio 2010.
Le aziende confiscate sono 1.377, di cui in gestione da destinare 232. Quasi la metà delle aziende confiscate (37,55%) sono ubicate in Sicilia, seguita dalla Campania (19,61%) e dalla Lombardia (14,23%).

Quindici anni fa l'entrata in vigore della legge sui beni confiscati - Questi i numeri con cui l'Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati chiude il 2010, anno che l'ha vista nascere con decreto legge n.4 del 4 febbraio 2010, convertito in legge n. 50, il 31 marzo 2010.
L'Agenzia ha personalità giuridica di diritto pubblico, è dotata di autonomia organizzativa e contabile ed è sotto la vigilanza del ministro dell'Interno.
Alla struttura, che ha sede a Reggio Calabria e a Roma, è assegnato un contingente di trenta unità di personale. A guidare l'Agenzia, il prefetto Mario Morcone. E domani, in collaborazione con l'Agenzia, l'associazione 'Libera' di don Luigi Ciotti festeggia i 15 anni dall'entrata in vigore della legge 109 del 1996 sul riutilizzo sociale dei beni confiscati con l'iniziativa "Prendiamoci bene: è Cosa Nostra! Giornata di apertura dei beni confiscati alle mafie":una settimana di visite guidate e iniziative in tutta Italia con la partecipazione di scuole, cittadini, associazione, scout, parrocchie.

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