La crisi morde ancora: vendite stagnanti nel 2010

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Secondo i dati Istat i consumi al dettaglio hanno registrato un aumento solo dello 0,2%. Tra i settori più penalizzati, alimentari e piccoli negozi. VIDEO

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Sono rimaste praticamente ferme le vendite al dettaglio nel 2010: l'aumento è stato solo dello 0,2% rispetto al 2009, "come sintesi di un aumento dello 0,3% di quelle di beni non alimentari e di una diminuzione di pari entita' delle vendite di prodotti alimentari".
Secondo l'Istat sono calati gli alimentari (-0,3%) e le vendite dei piccoli negozi (-0,4%).
In particolare le vendite al dettaglio, a dicembre 2010, hanno registrato un aumento dello 0,2% su base mensile e dello 0,4% su base annua.
Rispetto a dicembre 2009, le vendite di prodotti alimentari sono aumentate dello 0,3% e quelle di prodotti non alimentari dello 0,5%. Nell'ultimo trimestre (periodo ottobre-dicembre) l'indice destagionalizzato del valore del totale delle vendite al dettaglio ha segnato una variazione nulla rispetto ai tre mesi precedenti.

Nello stesso confronto congiunturale, le vendite di prodotti alimentari sono diminuite dello 0,2%, mentre quelle di prodotti non alimentari sono rimaste invariate.
Secondo la Cia-Confederazione italiana agricoltori la crisi economica non fa crescere le vendite alimentari, anzi costringe gli italiani a modificare il carrello della spesa. Anche nel 2010 i consumatori restano cauti negli acquisti, tanto che prodotti di prima necessità come il pane e la pasta calano rispettivamente in un anno del 2,6% e dell'1,7%.
Ma cambia anche la tipologia di esercizio commerciale scelto: ci si orienta sempre più spesso verso canali convenienti come i discount e si abbandonano invece le piccole botteghe di quartiere.

Il Codacons sottolinea che le vendite al dettaglio nella media dell'intero 2010 sono rimaste al palo ma "è ancora più preoccupante il calo gli alimentari, scesi dello 0,3%". "In pratica - aggiunge l'associazione - gli italiani sono costretti a fare la dieta e a mangiare sempre meno. In particolare è significativo il calo delle vendite degli ipermercati (-0,3%) e lo spostamento verso i discount (+1,3%), ossia verso prodotti non di marca. Un cambio delle abitudini degli italiani che hanno deciso di abbandonare i brand leader della produzione alimentare italiana, che hanno fatto da traino all'economia, per passare a prodotti piu' economici". Secondo un'analisi della Coldiretti in controtendenza rispetto all'andamento generale delle vendite, aumenta la spesa nei mercati degli agricoltori, che nel 2010 fanno registrare un vero boom con una crescita del 28% delle strutture attive, dove durante l'anno hanno fatto acquisti ben 8,3 milioni di italiani. Secondo l'Istat infine a febbraio cala l'indice destagionalizzato sul clima di fiducia delle imprese manifatturiere. L'indice scende da 103,4 di gennaio a quota 103. Si interrompe la serie di aumenti che andava avanti dall'ottobre 2010.

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