Aol compra l'Huffington Post, ma i lettori protestano

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La prima reazione della community del sito alla vendita della testata mescola risentimento, sarcasmo e paura. E molti annunciano che se ne andranno

di Raffaele Mastrolonardo

“Per favore, qualcuno mi dica che ho dormito troppo e che è già il primo aprile”, scrive uno. “È quello che accade in America. Mi fa schifo ma nulla dura in eterno”, si lamenta un altro.
C'è chi reagisce con l'ironia, chi con rabbia, chi è incredulo o semplicemente deluso. La gamma delle emozioni è varia ma la sensazione di smarrimento e di sorpresa tra gli utenti dell'Huffington Post alla notizia della vendita della testata ad AOL è generalizzata e palpabile.

Basta dare una scorsa alle migliaia di commenti pubblicati in calce alla dichiarazione di Arianna Huffington sull'accordo per rendersene conto. Tra uno sberleffo, una dichiarazione di addio, una protesta politicamente motivata, la folta e appassionata community del sito ha emesso il suo primo verdetto: questo matrimonio proprio non va, checché ne dica il boss. E così se la Huffington vede nell'intesa la possibilità di lasciare “un treno veloce” per “imbarcarsi in un jet supersonico”, i fedeli lettori proprio non condividono l'entusiasmo. “È un bel giorno per Arianna”, dice Jenna, “ma un giorno triste per il giornalismo”. “Arianna è felice”, commenta sarcastico lordmi, “C'è qualcun altro oltre a lei?”

Non c'è aria di festa nuziale insomma, tra gli utenti della testata più innovativa del panorama mediatico americano. E non potrebbe esserlo visto che vedono in AOL, piuttosto che un principe, un rospo e per giunta vecchiotto, quasi un residuo di un'altra epoca. “Pensavo che fossimo nel 21esimo secolo. AOL non è una cosa del passato?”, chiede ironicamente un utente. “Sono molto sorpreso”, gli fa eco un altro. “E non del fatto che l'HuffPo si stato acquisito, semmai che lo abbia comprato AOL. Chi se l'immaginava che era ancora in giro?”.

Ma gli strali al partner da parte dei lettori delusi non riguardano solo l'età dello sposo ma anche l'influsso che potrebbe avere sul loro sito, al quale, sulla fiducia, avevano concesso una parte della propria identità digitale. “Mi chiedo che cosa farà AOL con tutte le informazioni su Facebook e Twitter prese dall'HuffPo”, domanda constitutional_1. “Ti manderà una pubblicità ogni pochi minuti”, è la risposta secca di icylib che sintetizza così una delle paure più grosse dei lettori delusi: il rischio che l'Huffington Post perda, allo stesso tempo, autonomia editoriale e rispetto per gli utenti a favore delle ragioni del business. “Parte del fascino dell'HP era (l'illusione di) indipendenza”, scrive mooflowerjewlery: “Che cosa succede se la proprietà di Lockeed-Martin ha una quota di AOL, sapete  il più grande titolare di contratti pubblici che aggrega e traccia informazioni su chiunque?”.

E allora, per questa e altre ragioni c'è chi ha già deciso: se ne andrà, a malincuore magari, ma se ne andrà. “Ciao a tutti. Siete stati i migliori”, saluta cozmot. “Ho scelto di prendermi una giornata e diventare fan di tutti quanti prima di andarmene”, è il commiato di letprosecutionbegin. Mentre Aldyth è più riflessivo ma non meno perentorio: “Al primo segno che l'integrità dell'HP è compromessa da preferenze aziendali, sono fuori di qui”.

L'Huffington Post, non si deve dimenticarlo, si è imposto nel panorama mediatico online per le sue posizioni progressiste e ha fatto dell'indipendenza una bandiera. E dunque per la community liberal che lo frequenta la cessione ad AOL rischia di essere quasi un tradimento. Purtroppo, non il primo. “È uno di quei cambiamenti in cui dobbiamo credere?”, afferma con ironia amara un utente con un chiaro riferimento ad una, ben più famosa promessa, quel “change you can believe in” predicato da Barack Obama in campagna elettorale.

Certamente, tra le migliaia di voci, c'è anche spazio per chi invita alla calma e ad attendere prima di giungere a conclusioni radicali, e chi è convinto che tutto resterà come prima. “Penso che Arianna Huffington meriti abbastanza rispetto dalla comunità dei progressisti e che dunque possiamo aspettare e vedere come questa cosa funzionerà”, dice spike5. “L'HP molto probabilmente resterà uguale”, afferma annfromCa.

Ma si tratta di voci minoritarie. Per ora, l'umore della maggioranza dei membri della comunità vira al nero. Come accade a chi pensava di avere trovato un luogo dove coltivare la speranza di un'informazione politicamente combattiva e indipendente e ora prova una strana sensazione di pericolo. “Perché mi sento come se qualcuno avesse gettato uno squalo in piscina mentre facevo una tranquilla nuotata?”, domanda Astraeus. “Perché è quello che è accaduto”, risponde CitizenTm. “Ora esco dalla piscina”.

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