Aol compra l'Huffington Post per 315 milioni di dollari

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Il service provider verserà 300 milioni in contanti e il resto in azioni. La fondatrice del sito di notizie, attualità e commenti, Arianna Huffington, sarà presidente e direttore della nuova compagnia nata dall'acquisto

Aol acquista per 315 milioni di dollari The Huffington Post, l'influente sito web di notizie, analisi e attualità in rapida crescita, che in pochi anni si è imposto negli Stati Uniti come uno dei nuovi media più autorevoli.

Aol verserà 300 milioni in contanti e il resto in azioni del service provider. La fondatrice del sito, Arianna Huffington, assumerà le cariche di presidente ed 'editor in chief' (direttore) dell'Huffington Post Media Group, come verrà chiamata la nuova compagnia in cui saranno inglobati, oltre  all'Huffington Post tutti i siti di proprietà di AOL (Mapquest,  Politics Daily, PopEater, Moviefone, Endagdet, TechCrunch e  Patch.com).

Ogni mese, Huffington Post conta circa 20 milioni di visitatori. Il nuovo gruppo media avrà una base combinata di 117 milioni di visitatori al mese negli Usa, e raggiungerà 270 milioni di persone a livello globale, secondo quanto riferto da Aol in una nota.

L'accordo fa seguito agli sforzi dell'amministratore delegato di Aol Tim Armstrong di convertire il business della società in un conglomerato di media e intrattenimento, malgrado la difficoltà di attirare investitori. Aol ha accusato forti cali nella vendita di inserzioni pubblicitarie e iscrizioni a pagamento nell'ultimo trimestre 2010, con una diminuzione dei ricavi del 26%.

"Combinando HuffPost con la rete di siti Aol, ampiando le iniziative video, insieme agli approfondimenti locali e a una diffusione internazionale, sappiamo che creeremo una società che può avere un enorme impatto, raggiungendo un pubblico globale su ogni piattaforma immaginabile", ha detto Arianna Huffington.
Il suo sito, nato come blog nel 2005, con un investimento di un milione di dollari, è diventato in breve tempo uno dei più seguiti al mondo e ha avuto un ruolo di primo piano nella campagna per Barack Obama alle elezioni presidenziali del 2008.

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